Omelia di Domenica 7 Dicembre 2025 - Seconda Domenica di Avvento, Anno A

Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino.” Così si è aperto il Vangelo di questa seconda domenica d’Avvento. Ho trovato interessante in questa frase il perché occorra convertirsi, dice: perché Dio ti si è fatto vicino. Che significa: quando Dio ti si fa vicino, vieni spinto non a rimanere quel che sei, ma a convertirti, a migliorare, a diventare come Lui ti vuole. Mi soffermo sulla parola vicino.

Omelia di Domenica 30 novembre 2025 - Prima Domenica di Avvento, Anno A

Il Vangelo ci ha appena parlato di uno degli atteggiamenti da tenere in questo nuovo tempo liturgico dell’Avvento. E’ un atteggiamento che ricaviamo da queste parole: Nei giorni di Noè che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino al giorno in cui, non accorgendosi di nulla, venne il diluvio che travolse tutti. Ecco la frase che deve farci riflettere: non accorgendosi di nulla, venne il diluvio che travolse tutti.  Io colgo in queste parole di Gesù almeno due insegnamenti.

Omelia di Domenica 23 novembre 2025 - XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa domenica ci pone innanzi una scena per nulla gradevole: siamo nei pressi di Gerusalemme, sul monte Calvario, ci sono tre croci, a cui sono appesi Gesù e due malfattori. Gesù ha chiuso così la sua esistenza terrena. Pensate, l’ultimo atto di Gesù prima di morire fu un gesto di perdono; l’ultima compagnia di Gesù prima di morire fu quella di due delinquenti; l’ultima parola di Gesù prima di morire fu una dichiarazione che vorremmo sentirci rivolgere tutti (“Oggi stesso tu sarai con me in Paradiso”).

Omelia di Domenica 16 novembre 2025 - XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Probabilmente vi sarete meravigliati delle parole catastrofiche del Vangelo che abbiamo appena ascoltato. “Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.” Perché questa descrizione? Perché Gesù, essendo stato interpellato sulle sorti della città di Gerusalemme, ne approfittò per parlare anche della fine del mondo. E lo fece utilizzando il “genere apocalittico” che a quei tempi si usava per parlare di questi temi.

Omelia di Domenica 2 novembre 2025 - Domenica della Dedicazione della Basilica Lateranense

Questa domenica ci mette davanti un Gesù in un atteggiamento più unico che raro. Si tratta dell’episodio della cacciata dei mercanti dal tempio di Gerusalemme, un episodio che s’è stampato così prepotentemente nella memoria dei discepoli da essere riportato in tutti e 4 i Vangeli. Cito il testo: Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e cacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: ‘Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!

Omelia di Domenica 2 novembre 2025 - Commemorazione di tutti i defunti

Penso che tutti, o quasi, conosciate “Il Segno”: è il periodico della parrocchia che arriva o dovrebbe arrivare in tutte le case. Bè, nel numero di questo mese è riportato un testo simpatico: è un breve colloquio tra una nipotina addolorata e la nonna morente. Sentite:

Omelia di Domenica 26 ottobre 2025 - XXX Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa domenica ha per protagonisti due uomini in preghiera e la cosa interessante è che dal loro modo di pregare emerge il tipo di persone che sono. Verrebbe da dire: Dimmi come preghi e ti dirò chi sei. Mi soffermo sulla preghiera del fariseo. Dice il testo: Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come quel pubblicano... Notate le parole: Io non sono come gli altri, ladri, adulteri…

Omelia di Domenica 19 ottobre 2025 - XXIX Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo ci ha raccontato di un giudice disonesto alle prese con una vedova tenace. Inizia così: “C’era una vedova, che andava da un giudice e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario.” Simpatica questa vedova: tosta, determinata, fiduciosa. Avendo subito un’ingiustizia, non intendeva darsi per vinta. E infatti la spuntò, riuscendo a ottenere giustizia. E’ una donna che fa riflettere. Dicendo “fammi giustizia” voleva dire a quel giudice di comportarsi davvero da giudice giusto. Come a dirgli: “Sei un giudice o no? E allora fammi giustizia. Se hai scelto di fare il giudice, fallo fino fondo e bene.” E’ come se uno mi dicesse: “Don F. sei un prete, vero? E allora fa’ il prete bene e fino in fondo.” Oppure “Sei un insegnante? Fa bene il tuo lavoro di insegnante.” “Sei un allenatore? Allena con passione e competenza.” Insomma, la vedova del Vangelo ci insegna a non abbandonare la lotta, a resistere anche quando la realtà sembra insormontabile ed è in questo modo che si diviene persone responsabili. In questa terza domenica di ottobre la Parola di Dio ci lancia un appello: l’appello a essere cristiani responsabili, cristiani veri, tutti d’un pezzo, proprio come la vedova del Vangelo.

Omelia di Domenica 12 ottobre 2025 - XXVIII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Come ogni domenica ci lasciamo prendere per mano dal Vangelo che abbiamo ascoltato. E’ un Vangelo nel quale Gesù, nell’entrare in un villaggio, si vede arrivare incontro, per ottenere la guarigione, dieci uomini malati di lebbra. Gesù li guarisce. Solo che, cosa accade? Cito il testo: “Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro a ringraziare Gesù. Ma Gesù osservò: Non ne sono stati guariti dieci? E gli altri nove dove sono?” Ci deve colpire questa domanda di Gesù: “e gli altri nove dove sono?” Ho detto tra me e me: Per caso, avrei potuto esserci anch’io tra questi nove? Affrontiamo il tema.

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