Omelia di Domenica 1 Marzo 2026 - II Domenica di Quaresima, Anno A

Ci ha raccontato il Vangelo che Gesù un giorno portò con sé su un monte alcuni apostoli per vivere con loro un’esperienza spirituale forte, per non dire unica. Fu qualcosa che piacque tantissimo, al punto che l’apostolo Pietro disse: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia.” Come a dire: “Perché dobbiamo andarcene da una cosa così bella!? Stiamo ancora qui!”

Omelia di Domenica 22 Febbraio 2026 - I Domenica di Quaresima, Anno A

“Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.” E’ una frase di Gesù appena ascoltata nel Vangelo. La parola “pane” fa riferimento ai beni materiali (il cibo, la casa, i soldi, il cellulare, i vestiti…). Questa prima domenica di Quaresima ci chiede di interrogarci sul rapporto che abbiamo con le cose. Il punto è questo: cibo, soldi, casa, vestiti, ecc. sono cose che come ci vogliono, non bastano però a renderci felici.

Omelia di Mercoledì 18 Febbraio 2026 - Mercoledì delle Ceneri

“Ritornate a me con tutto il cuore”, così s’è aperta la prima lettura della Messa. Mi chiedo: perché la Parola di Dio ci propone un verbo (ritornare) che ci invita a tornare indietro anziché andare avanti? Risposta: perché quando si perdono per strada pezzi importanti/valori importanti, occorre tornare indietro e riprenderseli. Dunque, se oggi, mercoledì delle Ceneri, siamo invitati a compiere un viaggio all'indietro, in realtà è per farci compiere un viaggio in avanti. Quando un cristiano va in crisi di fede spesso è perché si è allontanato dalla sorgente. E’ forse colpa dell’amore se in una coppia le cose non vanno bene? Certamente no: la colpa è degli individui, mai dell’amore. In un’omelia il card. Martini si chiedeva: È forse colpa della sorgente se il corso del torrente si perde nel pantano? 

Omelia di Domenica 15 Febbraio 2026 - VI Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Venire a Messa la domenica è scuola di vita, perché ogni volta si torna a casa più ricchi interiormente. Tante sono le cose che ci ha appena detto Gesù nel Vangelo: mi soffermo su un paio di esse.

1) “Chi dice al proprio fratello stupido, sarà sottoposto a giudizio e chi gli dice pazzo, sarà destinato al fuoco della Geènna.” Qui Gesù ci ricorda il peso che hanno le parole. Certe parole non lasciano mai le cose come sono, perché scuotono o allietano o feriscono. 

Omelia di Domenica 1 Febbraio 2026 - IV Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Questa mattina abbiamo davanti la bella pagina evangelica, chiamata LE BEATITUDINI. La parola ‘beati’, che è scandita ben otto volte, è molto interessante perché fa di questa pagina non una serie di comandi, precetti, regole ma un elenco di otto belle notizie, otto annunci buoni, tutti riconducibili a un Dio che si fa carico della felicità di quanti la felicità non l’hanno. Gesù quel giorno era all’aperto, su una collina, il lago faceva da sfondo, e come argomento da trattare scelse la felicità. Perché? Ma perché sapeva bene che essere contenti non è di tutti. Per questo, Gesù quel giorno voleva annunciare che Dio ci vuole felici e che uno dei suoi nomi è ‘felicità’.
Provo ad attualizzare le singole beatitudini.

Omelia di Domenica 25 Gennaio 2026 - III Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Questa mattina ci aiutano a capire il Vangelo di questa domenica quattro pescatori, più precisamente due coppie di fratelli: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, i quali abitavano a Cafarnao, proprio dove Gesù, lasciata Nazareth, era andato ad abitare. Cafarnao era una località sulle rive del lago di Tiberiade. Lì abitavano popolazioni e religioni diverse. Terra pagana, terra di pescatori, dove passava tanta gente, dove c’era il mercato quasi tutti i giorni. Bè, un giorno, Gesù nel camminare tranquillo sulle rive del lago, s’accorge di quei quattro pescatori, e che fa? Li raggiunge e s’intrattiene con loro… e a un certo punto fa loro una proposta choc: “Perché non vi mettete in società con me? Non per dare vita ad una società di pesca, ma ad una società dedita all’annuncio del vangelo.

Omelia di Domenica 18 Gennaio 2026 - II Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Il Vangelo di questa domenica si è aperto con una scena che deve farci riflettere. C’è Giovanni Battista che sta battezzando nel fiume Giordano. E mentre battezza, vede arrivare Gesù (i due s’erano già incontrati)… e che fa? Lo accoglie così: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!” Sono le parole che ogni volta a Messa diciamo prima della Comunione.

Omelia di Martedì 6 Gennaio 2026 - Solennità dell'Epifania del Signore

I Magi… cosa mai avran da dirci personaggi così lontani dalla nostra sensibilità? Vi parrà strano, ma dalla loro vicenda possiamo - e come - imparare molto.

Omelia di Domenica 4 Gennaio 2026 - I Domenica di Natale, Anno A

E’ la terza volta in dieci giorni che a Messa ascoltiamo questa pagina di vangelo. Si tratta di un brano contenente parole non tutte facili, ma ricche di sapienza. Mi limito a due sottolineature.

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