Omelia di Domenica 1 Marzo 2026 - II Domenica di Quaresima, Anno A

Ci ha raccontato il Vangelo che Gesù un giorno portò con sé su un monte alcuni apostoli per vivere con loro un’esperienza spirituale forte, per non dire unica. Fu qualcosa che piacque tantissimo, al punto che l’apostolo Pietro disse: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia.” Come a dire: “Perché dobbiamo andarcene da una cosa così bella!? Stiamo ancora qui!”

Carissimi, tornano gli incontri della Scuola di Formazione Teologica della val d’Enza, il mercoledì, alle 21 in Oratorio a Montecchio Emilia.

Comincia il secondo ciclo sulla figura di Gesù e sulla sua Risurrezione. Il tema è “VOI, CHI DITE CHE IO SIA?”

Il 25 febbraio con mons. Daniele Gianotti vedremo come la prima comunità cristiana di Antiochia ha annunciato il Vangelo e il 4 marzo con don Alessandro Zaniboni il legame tra il nostro battesimo e la missione della Chiesa oggi.

Concluderemo il 18 marzo, non in Oratorio, ma nel Castello estense di Montecchio. Con il prof. Adriano Nicolussi, commentando la Resurrezione di Piero della Francesca e altre immagini, grazie all’opera degli artisti, “vedremo” ciò che nessuno ha potuto vedere: cosa avvenne in quella notte?

Tutti gli incontri saranno in presenza. Il contributo alle spese sarà ad offerta libera, sia direttamente nelle serate che attraverso l’IBAN indicato nella locandina in allegato, dove troverete tutte le informazioni.

A presto.

La Segreteria.

 

Omelia di Domenica 22 Febbraio 2026 - I Domenica di Quaresima, Anno A

“Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.” E’ una frase di Gesù appena ascoltata nel Vangelo. La parola “pane” fa riferimento ai beni materiali (il cibo, la casa, i soldi, il cellulare, i vestiti…). Questa prima domenica di Quaresima ci chiede di interrogarci sul rapporto che abbiamo con le cose. Il punto è questo: cibo, soldi, casa, vestiti, ecc. sono cose che come ci vogliono, non bastano però a renderci felici.

Omelia di Mercoledì 18 Febbraio 2026 - Mercoledì delle Ceneri

“Ritornate a me con tutto il cuore”, così s’è aperta la prima lettura della Messa. Mi chiedo: perché la Parola di Dio ci propone un verbo (ritornare) che ci invita a tornare indietro anziché andare avanti? Risposta: perché quando si perdono per strada pezzi importanti/valori importanti, occorre tornare indietro e riprenderseli. Dunque, se oggi, mercoledì delle Ceneri, siamo invitati a compiere un viaggio all'indietro, in realtà è per farci compiere un viaggio in avanti. Quando un cristiano va in crisi di fede spesso è perché si è allontanato dalla sorgente. E’ forse colpa dell’amore se in una coppia le cose non vanno bene? Certamente no: la colpa è degli individui, mai dell’amore. In un’omelia il card. Martini si chiedeva: È forse colpa della sorgente se il corso del torrente si perde nel pantano? 

Omelia di Domenica 15 Febbraio 2026 - VI Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Venire a Messa la domenica è scuola di vita, perché ogni volta si torna a casa più ricchi interiormente. Tante sono le cose che ci ha appena detto Gesù nel Vangelo: mi soffermo su un paio di esse.

1) “Chi dice al proprio fratello stupido, sarà sottoposto a giudizio e chi gli dice pazzo, sarà destinato al fuoco della Geènna.” Qui Gesù ci ricorda il peso che hanno le parole. Certe parole non lasciano mai le cose come sono, perché scuotono o allietano o feriscono. 

Omelia di Domenica 1 Febbraio 2026 - IV Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Questa mattina abbiamo davanti la bella pagina evangelica, chiamata LE BEATITUDINI. La parola ‘beati’, che è scandita ben otto volte, è molto interessante perché fa di questa pagina non una serie di comandi, precetti, regole ma un elenco di otto belle notizie, otto annunci buoni, tutti riconducibili a un Dio che si fa carico della felicità di quanti la felicità non l’hanno. Gesù quel giorno era all’aperto, su una collina, il lago faceva da sfondo, e come argomento da trattare scelse la felicità. Perché? Ma perché sapeva bene che essere contenti non è di tutti. Per questo, Gesù quel giorno voleva annunciare che Dio ci vuole felici e che uno dei suoi nomi è ‘felicità’.
Provo ad attualizzare le singole beatitudini.

Omelia di Domenica 25 Gennaio 2026 - III Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Questa mattina ci aiutano a capire il Vangelo di questa domenica quattro pescatori, più precisamente due coppie di fratelli: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, i quali abitavano a Cafarnao, proprio dove Gesù, lasciata Nazareth, era andato ad abitare. Cafarnao era una località sulle rive del lago di Tiberiade. Lì abitavano popolazioni e religioni diverse. Terra pagana, terra di pescatori, dove passava tanta gente, dove c’era il mercato quasi tutti i giorni. Bè, un giorno, Gesù nel camminare tranquillo sulle rive del lago, s’accorge di quei quattro pescatori, e che fa? Li raggiunge e s’intrattiene con loro… e a un certo punto fa loro una proposta choc: “Perché non vi mettete in società con me? Non per dare vita ad una società di pesca, ma ad una società dedita all’annuncio del vangelo.

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