Omelia di Martedì 6 Gennaio 2026 - Solennità dell'Epifania del Signore

I Magi… cosa mai avran da dirci personaggi così lontani dalla nostra sensibilità? Vi parrà strano, ma dalla loro vicenda possiamo - e come - imparare molto.

Omelia di Domenica 4 Gennaio 2026 - I Domenica di Natale, Anno A

E’ la terza volta in dieci giorni che a Messa ascoltiamo questa pagina di vangelo. Si tratta di un brano contenente parole non tutte facili, ma ricche di sapienza. Mi limito a due sottolineature.

Omelia di Mercoledì 24 Dicembre 2025 - Messa della notte

All’inizio del secolo scorso moriva lo scrittore russo Anton Čechov. Nei suoi numerosi scritti c’è una frase da cui vorrei partire per questa mia omelia: Nei certificati di nascita è scritto dove e quando un uomo viene al mondo, ma non vi è specificato il motivo e lo scopo. Appena ho saputo di questa frase m’è venuto in mente Gesù, del quale non abbiamo il certificato di nascita, e però sappiamo ciò che più conta e che il profeta Isaia ha sintetizzato così (l’abbiamo sentito nella prima lettura): “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio (Is. 9, 5)”. Queste parole del profeta ci dicono il perché del Natale. Dicendo “un bambino è nato per noi” in fondo ha detto che siamo noi la ragione della venuta di Gesù nel mondo. Gesù non è venuto sul pianeta terra per poter fare una bella passeggiata fra le bellezze della natura e degli esseri umani. No! Gesù è venuto perché teneva troppo al nostro bene, alla nostra felicità, alla nostra salvezza. E’ per questo che è venuto!

Omelia di Domenica 21 Dicembre 2025 - Quarta Domenica di Avvento, Anno A

“Un angelo del Signore gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Il bambino che è in lei viene dallo Spirito Santo... egli salverà il popolo dai peccati.” Di queste parole appena udite nel Vangelo, mi soffermo sul verbo "salverà" (Egli salverà il popolo...). ‘Salvare’ è una delle più importanti qualifiche di Gesù, Lui è venuto per questo. Non a caso il nome Gesù, in ebraico, significa “Dio salva”.

Omelia di Domenica 14 Dicembre 2025 - Terza Domenica di Avvento, Anno A

Quando si fa catechismo ai bambini, una domanda che si affronta è: chi è Gesù? Ora, nel Vangelo di questa terza domenica di Avvento troviamo che è Gesù stesso a dire chi è e cos’è venuto a fare. Lo fa, mosso da una domanda di Giovanni Battista: sei tu Colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro? La risposta che ha dato Gesù l’abbiamo sentita: Andate a riferire a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo.
Provo ad attualizzare queste parole di Gesù.

Omelia di Lunedì 8 Dicembre 2025 - Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Migliaia di volte, non esagero, ho ascoltato il Vangelo di questa S. Messa e ogni volta m’ispira cose molto belle.
- Mi soffermo sul finale dell’episodio, lì dove Maria dice: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto. Che è come se avesse detto: Sì, ci sto, accetto quanto Dio ha disposto per me. Nella vita di Maria tutto è cominciato da un , da quel che disse all’Angelo quel giorno. Un che ha impresso una svolta radicale alla sua vita. Pensate: è una parola brevissima (due lettere), è più esile e rapida di un respiro, eppure spesso racchiude l’intera vita di una persona. Pensiamo ai tanti che abbiamo detto! Io credo che il di Maria sia di grande aiuto ai che la vita ci chiama a dire. Qualche esempio.

Omelia di Domenica 7 Dicembre 2025 - Seconda Domenica di Avvento, Anno A

Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino.” Così si è aperto il Vangelo di questa seconda domenica d’Avvento. Ho trovato interessante in questa frase il perché occorra convertirsi, dice: perché Dio ti si è fatto vicino. Che significa: quando Dio ti si fa vicino, vieni spinto non a rimanere quel che sei, ma a convertirti, a migliorare, a diventare come Lui ti vuole. Mi soffermo sulla parola vicino.

Omelia di Domenica 30 novembre 2025 - Prima Domenica di Avvento, Anno A

Il Vangelo ci ha appena parlato di uno degli atteggiamenti da tenere in questo nuovo tempo liturgico dell’Avvento. E’ un atteggiamento che ricaviamo da queste parole: Nei giorni di Noè che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino al giorno in cui, non accorgendosi di nulla, venne il diluvio che travolse tutti. Ecco la frase che deve farci riflettere: non accorgendosi di nulla, venne il diluvio che travolse tutti.  Io colgo in queste parole di Gesù almeno due insegnamenti.

Omelia di Domenica 23 novembre 2025 - XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa domenica ci pone innanzi una scena per nulla gradevole: siamo nei pressi di Gerusalemme, sul monte Calvario, ci sono tre croci, a cui sono appesi Gesù e due malfattori. Gesù ha chiuso così la sua esistenza terrena. Pensate, l’ultimo atto di Gesù prima di morire fu un gesto di perdono; l’ultima compagnia di Gesù prima di morire fu quella di due delinquenti; l’ultima parola di Gesù prima di morire fu una dichiarazione che vorremmo sentirci rivolgere tutti (“Oggi stesso tu sarai con me in Paradiso”).

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