Omelia di Domenica 2 novembre 2025 - Domenica della Dedicazione della Basilica Lateranense

Questa domenica ci mette davanti un Gesù in un atteggiamento più unico che raro. Si tratta dell’episodio della cacciata dei mercanti dal tempio di Gerusalemme, un episodio che s’è stampato così prepotentemente nella memoria dei discepoli da essere riportato in tutti e 4 i Vangeli. Cito il testo: Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e cacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: ‘Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!

Omelia di Domenica 2 novembre 2025 - Commemorazione di tutti i defunti

Penso che tutti, o quasi, conosciate “Il Segno”: è il periodico della parrocchia che arriva o dovrebbe arrivare in tutte le case. Bè, nel numero di questo mese è riportato un testo simpatico: è un breve colloquio tra una nipotina addolorata e la nonna morente. Sentite:

Omelia di Domenica 26 ottobre 2025 - XXX Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa domenica ha per protagonisti due uomini in preghiera e la cosa interessante è che dal loro modo di pregare emerge il tipo di persone che sono. Verrebbe da dire: Dimmi come preghi e ti dirò chi sei. Mi soffermo sulla preghiera del fariseo. Dice il testo: Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come quel pubblicano... Notate le parole: Io non sono come gli altri, ladri, adulteri…

Omelia di Domenica 19 ottobre 2025 - XXIX Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo ci ha raccontato di un giudice disonesto alle prese con una vedova tenace. Inizia così: “C’era una vedova, che andava da un giudice e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario.” Simpatica questa vedova: tosta, determinata, fiduciosa. Avendo subito un’ingiustizia, non intendeva darsi per vinta. E infatti la spuntò, riuscendo a ottenere giustizia. E’ una donna che fa riflettere. Dicendo “fammi giustizia” voleva dire a quel giudice di comportarsi davvero da giudice giusto. Come a dirgli: “Sei un giudice o no? E allora fammi giustizia. Se hai scelto di fare il giudice, fallo fino fondo e bene.” E’ come se uno mi dicesse: “Don F. sei un prete, vero? E allora fa’ il prete bene e fino in fondo.” Oppure “Sei un insegnante? Fa bene il tuo lavoro di insegnante.” “Sei un allenatore? Allena con passione e competenza.” Insomma, la vedova del Vangelo ci insegna a non abbandonare la lotta, a resistere anche quando la realtà sembra insormontabile ed è in questo modo che si diviene persone responsabili. In questa terza domenica di ottobre la Parola di Dio ci lancia un appello: l’appello a essere cristiani responsabili, cristiani veri, tutti d’un pezzo, proprio come la vedova del Vangelo.

Omelia di Domenica 12 ottobre 2025 - XXVIII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Come ogni domenica ci lasciamo prendere per mano dal Vangelo che abbiamo ascoltato. E’ un Vangelo nel quale Gesù, nell’entrare in un villaggio, si vede arrivare incontro, per ottenere la guarigione, dieci uomini malati di lebbra. Gesù li guarisce. Solo che, cosa accade? Cito il testo: “Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro a ringraziare Gesù. Ma Gesù osservò: Non ne sono stati guariti dieci? E gli altri nove dove sono?” Ci deve colpire questa domanda di Gesù: “e gli altri nove dove sono?” Ho detto tra me e me: Per caso, avrei potuto esserci anch’io tra questi nove? Affrontiamo il tema.

Omelia di Domenica 5 ottobre 2025 - XXVII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa domenica si apre con un breve dialogo tra Gesù e gli apostoli. “Signore, accresci in noi la fede”, gli dicono. “E lui: Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: ‘Sràdicati e vai a piantarti nel mare’ ed esso vi obbedirebbe.”

Omelia di Domenica 28 settembre 2025 - XXVI Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Ci troviamo nella domenica della nota parabola di Lazzaro (un uomo povero e malato) e di un riccone che la tradizione ha chiamato Epulone.
- Se abbiamo ascoltato attentamente, ci saremo accorti che la parabola evangelica non si leva contro la cultura della bella casa, del ben vestire, non condanna la buona tavola. Epulone non era un ricco cattivo, non infieriva sul povero Lazzaro, non lo umiliava, e forse era perfino uno che osservava tutti e dieci i Comandamenti. Qual fu allora il suo peccato? Di non aver mai dato aiuto a quel povero che era a mendicare tutti giorni sotto casa sua. Non lo vedeva, o meglio non voleva vederlo, non gli parlava, mai chiesto “Come stai? Hai bisogno di qualcosa?” Insomma, per sto riccone, Lazzaro era come se non esistesse, non gliene importava nulla.

Omelia di Domenica 21 settembre 2025 - XXV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Lo ammetto: questa domenica ci mette davanti una pagina di Vangelo non facile, anche se ha un messaggio molto interessante, che riassumo così: anche da un amministratore disonesto si può imparare. Una frase-chiave della parabola è: “Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza.” Qui Gesù non fa l’elogio della disonestà, ma dell’abilità. Come a dire: cari amici, fate vostra non la disonestà ma la scaltrezza di questo amministratore. Dal quale cosa impariamo?

Omelia di Domenica 14 settembre 2025 - XXIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Nel Vangelo di questa domenica c’è una perla, che vorrei far brillare il più possibile: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio.” Per un padre dare il proprio figlio è dare il meglio che ha, per un genitore non c’è niente che eguagli il valore di un figlio. Proviamo allora a entrare in questa frase: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio.

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