Omelia di Domenica 15 Marzo 2026 - V Domenica di Quaresima, Anno A

Abbiamo ascoltato dal Vangelo il lungo racconto della morte e risurrezione di un amico di Gesù, si chiamava Lazzaro. La frase centrale del brano è là dove Gesù dice: io sono la resurrezione e la vita”. Si tratta di un’affermazione molto importante, con cui Gesù si dice in grado di far risorgere le persone spente e di dare vita là dove c’è carenza di vita. Diciamo subito allora: “Signore, se sei ‘risurrezione e vita’, rialzaci ogni volta che ci vedi a terra, rialzaci ogni volta che vedi che non ce la facciamo, rialzaci ogni volta che siamo senza speranza, rialzaci ogni volta che ci vedi falliti o umiliati.” Ho pensato di commentare questa frase di Gesù ponendomi la domanda: quand’è che le parole di Gesù “io sono la resurrezione e la vita” si compiono nelle nostre vite?  Rispondo attraverso sei esempi.

Omelia di Domenica 15 Marzo 2026 - IV Domenica di Quaresima, Anno A

Il Vangelo di questa domenica non è solo il racconto di un cieco che arriva a vedere, è anche e soprattutto il racconto di un uomo che dalla ‘non fede’ arriva alla fede. E’ molto evidente, nel racconto, la correlazione tra il vedere degli occhi e il vedere della fede, o se volete tra la cecità fisica e la cecità della ‘non fede’. Infatti il vertice del brano è sul finire, quando il cieco guarito arriva a dire a Gesù: “Credo in te, Signore!”

Possiamo riassumere così il Vangelo di questa domenica: l’uomo è cieco ma Dio ci vede benissimo. Sentite questa storia: è la storia di un bambino che per salvarsi da un incendio si fida del papà tuffandosi nel vuoto.

Omelia di Domenica 8 Marzo 2026 - III Domenica di Quaresima, Anno A

“Gesù, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunse una donna ad attingere acqua. Le disse: ‘Dammi da bere’. Così è iniziata la lettura del Vangelo.

Ora, il fatto che Gesù e questa donna si siano incontrati presso un pozzo mi fa venire in mente una domanda che mi fu fatta tempo fa: “Se io volessi incontrare Dio come devo fare? Risposi: “Se vuoi incontrare Dio, non devi andare chissà dove o fare chissà che cosa. Dio ti incontra lì dove sei e come sei.”

Omelia di Domenica 1 Marzo 2026 - II Domenica di Quaresima, Anno A

Ci ha raccontato il Vangelo che Gesù un giorno portò con sé su un monte alcuni apostoli per vivere con loro un’esperienza spirituale forte, per non dire unica. Fu qualcosa che piacque tantissimo, al punto che l’apostolo Pietro disse: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia.” Come a dire: “Perché dobbiamo andarcene da una cosa così bella!? Stiamo ancora qui!”

Carissimi, tornano gli incontri della Scuola di Formazione Teologica della val d’Enza, il mercoledì, alle 21 in Oratorio a Montecchio Emilia.

Comincia il secondo ciclo sulla figura di Gesù e sulla sua Risurrezione. Il tema è “VOI, CHI DITE CHE IO SIA?”

Il 25 febbraio con mons. Daniele Gianotti vedremo come la prima comunità cristiana di Antiochia ha annunciato il Vangelo e il 4 marzo con don Alessandro Zaniboni il legame tra il nostro battesimo e la missione della Chiesa oggi.

Concluderemo il 18 marzo, non in Oratorio, ma nel Castello estense di Montecchio. Con il prof. Adriano Nicolussi, commentando la Resurrezione di Piero della Francesca e altre immagini, grazie all’opera degli artisti, “vedremo” ciò che nessuno ha potuto vedere: cosa avvenne in quella notte?

Tutti gli incontri saranno in presenza. Il contributo alle spese sarà ad offerta libera, sia direttamente nelle serate che attraverso l’IBAN indicato nella locandina in allegato, dove troverete tutte le informazioni.

A presto.

La Segreteria.

 

Omelia di Domenica 22 Febbraio 2026 - I Domenica di Quaresima, Anno A

“Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.” E’ una frase di Gesù appena ascoltata nel Vangelo. La parola “pane” fa riferimento ai beni materiali (il cibo, la casa, i soldi, il cellulare, i vestiti…). Questa prima domenica di Quaresima ci chiede di interrogarci sul rapporto che abbiamo con le cose. Il punto è questo: cibo, soldi, casa, vestiti, ecc. sono cose che come ci vogliono, non bastano però a renderci felici.

Omelia di Mercoledì 18 Febbraio 2026 - Mercoledì delle Ceneri

“Ritornate a me con tutto il cuore”, così s’è aperta la prima lettura della Messa. Mi chiedo: perché la Parola di Dio ci propone un verbo (ritornare) che ci invita a tornare indietro anziché andare avanti? Risposta: perché quando si perdono per strada pezzi importanti/valori importanti, occorre tornare indietro e riprenderseli. Dunque, se oggi, mercoledì delle Ceneri, siamo invitati a compiere un viaggio all'indietro, in realtà è per farci compiere un viaggio in avanti. Quando un cristiano va in crisi di fede spesso è perché si è allontanato dalla sorgente. E’ forse colpa dell’amore se in una coppia le cose non vanno bene? Certamente no: la colpa è degli individui, mai dell’amore. In un’omelia il card. Martini si chiedeva: È forse colpa della sorgente se il corso del torrente si perde nel pantano? 

Omelia di Domenica 15 Febbraio 2026 - VI Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Venire a Messa la domenica è scuola di vita, perché ogni volta si torna a casa più ricchi interiormente. Tante sono le cose che ci ha appena detto Gesù nel Vangelo: mi soffermo su un paio di esse.

1) “Chi dice al proprio fratello stupido, sarà sottoposto a giudizio e chi gli dice pazzo, sarà destinato al fuoco della Geènna.” Qui Gesù ci ricorda il peso che hanno le parole. Certe parole non lasciano mai le cose come sono, perché scuotono o allietano o feriscono. 

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