Omelia di Martedì 6 Gennaio 2026 - Solennità dell'Epifania del Signore

I Magi… cosa mai avran da dirci personaggi così lontani dalla nostra sensibilità? Vi parrà strano, ma dalla loro vicenda possiamo - e come - imparare molto.

Carissimi, tornano gli incontri della Scuola di Formazione Teologica della val d’Enza, il mercoledì, alle 21 in Oratorio a Montecchio Emilia.
Quest’anno rifletteremo sulla figura di Gesù e sulla sua Risurrezione. Il tema è “VOI, CHI DITE CHE IO SIA?”
Abbiamo diviso le serate in due cicli.

Il primo dal 14 al 28 gennaio, concentrato sulla Scrittura.
Con fra Valentino Romagnoli rileggeremo l’Antico Testamento alla luce della Resurrezione: come Gesù interpreta i riferimenti a se stesso nell’Antico Testamento.
Invece con don Carlo Pagliari parleremo di Vangelo e dei 4 vangeli: perché 4, perché solo 4, il rapporto tra gli evangelisti e le loro comunità di appartenenza.

Nel secondo ciclo, dal 25 febbraio al 4 marzo con mons. Daniele Gianotti vedremo come la prima comunità cristiana di Antiochia ha annunciato il Vangelo e con don Alessandro Zaniboni il legame tra il nostro battesimo e la missione della Chiesa oggi.
Concluderemo il 18 marzo, non in Oratorio, ma nel Castello estense di Montecchio. Con il prof. Adriano Nicolussi, commentando la Resurrezione di Piero della Francesca e altre immagini. Grazie all’opera degli artisti, “vedremo” ciò che nessuno ha potuto vedere: cosa avvenne in quella notte?

Tutti gli incontri saranno in presenza. Il contributo alle spese sarà ad offerta libera, sia direttamente nelle serate, che attraverso l’IBAN indicato nella locandina in allegato, dove troverete tutte le informazioni.

A presto.

La Segreteria.

 

Omelia di Domenica 4 Gennaio 2026 - I Domenica di Natale, Anno A

E’ la terza volta in dieci giorni che a Messa ascoltiamo questa pagina di vangelo. Si tratta di un brano contenente parole non tutte facili, ma ricche di sapienza. Mi limito a due sottolineature.


Il Presepe che attende il visitatore è ambientato in un tipico paesaggio di montagna. E’ ricco di dettagli e di particolari che permettono al visitatore di rallentare per far si che la sua visita non diventi solo un semplice e veloce passaggio ma un vero incontro.

Nel loro cammino abbiamo immaginato che Maria e Giuseppe abbiano trovato posto tra mura di una vecchia stalla di un piccolo paese nascosto tra le valli, sovrastato da alte vette. Abbiamo immaginato che la famiglia di Nazareth sia entrata in paese tra l’indifferenza degli abitanti impegnati nelle loro faccende e routine quotidiane. I ritmi della giornata scanditi dai gesti e dai lavori di un tempo: i contadini impegnati nei campi nel potare la vigna e zappare la terra. I falegnami abili nel tagliare la legna. Gesti lenti ma che scandiscono il susseguirsi del giorno e della notte.

In paese non manca instabile il fornaio e i più attenti noteranno i ragazzi che trasportano i sacchi di farina tra le vie del paese sullo sfondo.

Ai margini incontriamo i pastori che accompagnano le pecore al pascolo, sia a valle che in altura. I rumori di questa vita riempiono le giornate, a volte interrotte da un temporale, tipico tra i monti.

Ma tutto si riposa durante la notte e solo lo scorrere del fiume, che nasce sulle alte montagne e si butta nel grande lago, rimane ad accompagnarci.

Tutto si fa scuro, il buio ci avvolge e perdiamo i tanti riferimenti che avevamo durante il giorno, ma l’Angelo appare e ci annuncia la grande gioia! In una stalla, di questo paese e nato un bambino. Ci spiega che d’ora in avanti le giornate non saranno più come prima e ci esorta a fargli visita.

Come i pastori ci mettiamo in cammino e arriviamo alla grande stalla dove finalmente ci possiamo fermare e contemplare il grande Dettaglio di questa notte magica! Fissiamo lo sguardo sul piccolo Bambino e lasciamoci toccare e trasformare dalla sua logica d’amore!

Buon Presepe!

 

Omelia di Mercoledì 24 Dicembre 2025 - Messa della notte

All’inizio del secolo scorso moriva lo scrittore russo Anton Čechov. Nei suoi numerosi scritti c’è una frase da cui vorrei partire per questa mia omelia: Nei certificati di nascita è scritto dove e quando un uomo viene al mondo, ma non vi è specificato il motivo e lo scopo. Appena ho saputo di questa frase m’è venuto in mente Gesù, del quale non abbiamo il certificato di nascita, e però sappiamo ciò che più conta e che il profeta Isaia ha sintetizzato così (l’abbiamo sentito nella prima lettura): “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio (Is. 9, 5)”. Queste parole del profeta ci dicono il perché del Natale. Dicendo “un bambino è nato per noi” in fondo ha detto che siamo noi la ragione della venuta di Gesù nel mondo. Gesù non è venuto sul pianeta terra per poter fare una bella passeggiata fra le bellezze della natura e degli esseri umani. No! Gesù è venuto perché teneva troppo al nostro bene, alla nostra felicità, alla nostra salvezza. E’ per questo che è venuto!

Omelia di Domenica 21 Dicembre 2025 - Quarta Domenica di Avvento, Anno A

“Un angelo del Signore gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Il bambino che è in lei viene dallo Spirito Santo... egli salverà il popolo dai peccati.” Di queste parole appena udite nel Vangelo, mi soffermo sul verbo "salverà" (Egli salverà il popolo...). ‘Salvare’ è una delle più importanti qualifiche di Gesù, Lui è venuto per questo. Non a caso il nome Gesù, in ebraico, significa “Dio salva”.

Omelia di Domenica 14 Dicembre 2025 - Terza Domenica di Avvento, Anno A

Quando si fa catechismo ai bambini, una domanda che si affronta è: chi è Gesù? Ora, nel Vangelo di questa terza domenica di Avvento troviamo che è Gesù stesso a dire chi è e cos’è venuto a fare. Lo fa, mosso da una domanda di Giovanni Battista: sei tu Colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro? La risposta che ha dato Gesù l’abbiamo sentita: Andate a riferire a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo.
Provo ad attualizzare queste parole di Gesù.

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