Prenderà il via alle 14,30 di domenica 5 ottobre l’edizione n.24 della tradizionale sei ore di pallavolo in ricordo di Federica. Dopo l’edizione scorsa disputatasi sul prato quest’anno si torna a giocare sul campo della pista del nostro oratorio (nel salone in caso di maltempo).

Prima partita alle 14,30 a seguire semifinali e finale che si svolgeranno a partire dalle 17,15 per proseguire poi con premiazioni e aperitivo conclusivo. Richiamiamo l’attenzione sul momento dell’aperitivo finale perché quest’anno avrà un sapore ancor più speciale. Sarà infatti l’occasione per celebrare e brindare ai 40 anni di attività della nostra società sportiva M.G. CALERNO ASD.

Di seguito le squadre e gli orari delle partite, raccomandiamo a tutti i partecipanti la puntualità soprattutto per quanto riguarda le prime partite. Buona 6 ore a tutti!!

 

ITALIA POLONIA FRANCIA BRASILE
       
PIETRO SIMMI SAMUELE PIER
IVAN ALESSANDRO CHIARA ALBERTO
GIORGIA BENEDETTA ROBBI G. MONICA
ERIKA PAOLO CATI ROBBI M.
FEDE PAT. PATRIZIO ANDREA ROSSELLA
KATIA MAURA FRANCESCA FEDE PIG.
DANIELE GIADA NOEMI PIOLI XHONI
ANNA BRAGLIA GIULIANA ANNA PELLACINI MARISTELLA
NOEMI DEL RIO   ALDO  

 

Omelia di Domenica 28 settembre 2025 - XXVI Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Ci troviamo nella domenica della nota parabola di Lazzaro (un uomo povero e malato) e di un riccone che la tradizione ha chiamato Epulone.
- Se abbiamo ascoltato attentamente, ci saremo accorti che la parabola evangelica non si leva contro la cultura della bella casa, del ben vestire, non condanna la buona tavola. Epulone non era un ricco cattivo, non infieriva sul povero Lazzaro, non lo umiliava, e forse era perfino uno che osservava tutti e dieci i Comandamenti. Qual fu allora il suo peccato? Di non aver mai dato aiuto a quel povero che era a mendicare tutti giorni sotto casa sua. Non lo vedeva, o meglio non voleva vederlo, non gli parlava, mai chiesto “Come stai? Hai bisogno di qualcosa?” Insomma, per sto riccone, Lazzaro era come se non esistesse, non gliene importava nulla.

Omelia di Domenica 21 settembre 2025 - XXV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Lo ammetto: questa domenica ci mette davanti una pagina di Vangelo non facile, anche se ha un messaggio molto interessante, che riassumo così: anche da un amministratore disonesto si può imparare. Una frase-chiave della parabola è: “Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza.” Qui Gesù non fa l’elogio della disonestà, ma dell’abilità. Come a dire: cari amici, fate vostra non la disonestà ma la scaltrezza di questo amministratore. Dal quale cosa impariamo?

Accompagnamo con la nostra preghiera Paolo e gli altri novizi che il 20 settembre emetteranno i primi voti.

 

 

Omelia di Domenica 14 settembre 2025 - XXIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Nel Vangelo di questa domenica c’è una perla, che vorrei far brillare il più possibile: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio.” Per un padre dare il proprio figlio è dare il meglio che ha, per un genitore non c’è niente che eguagli il valore di un figlio. Proviamo allora a entrare in questa frase: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio.

Omelia di Domenica 7 settembre 2025 - XXII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.” Sono parole di Gesù molto forti appena udite dal vangelo: di tratta di parole che vanno capite bene, perché potrebbe sembrare che Gesù declassi la famiglia, ma non è così. Gesù in realtà vuole dire: “Una cosa tra le più belle è la vita familiare. Ogni famiglia però, come ogni cosa buona, non va avanti da sé, automaticamente, ma ha bisogno di un accompagnamento che la tenga motivata, purificata e resistente a tutti gli urti della vita. Il nome di questo accompagnatore è Gesù.” Ecco perché Gesù viene prima della famiglia. A mettere Lui al primo posto, tutto si mette in ordine. Sono stato in montagna coi ragazzi. Nelle passeggiate, si mette sempre come primo della comitiva uno che conosca bene il sentiero. Così è con Gesù: a metterlo capofila, tutto il seguito procede al sicuro.

Omelia di Domenica 24 agosto 2025 - XXI Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Gesù nel Vangelo ci ha parlato di una porta stretta, davanti alla quale c’è una folla che si accalca e preme per entrare, e però tanta di questa gente non riesce ad entrare perché la porta è stretta. Ecco le parole di Gesù: Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. La porta è stretta, perché? Noi pensiamo che “porta stretta” faccia riferimento ai sacrifici e alle fatiche, che sono necessari nella vita. Invece no, in questo caso “porta stretta” significa piccola, a misura di bambino, e quindi solo chi è piccolo riesce ad attraversarla; solo abbassandosi la si attraversa.

Omelia di Venerdì 15 agosto 2025 - Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria

Oggi è la festa della donna più importante della storia, Maria di Nazareth. Maria non è un essere divino, è una creatura ma è la più mirabile delle creature. Donna tra le donne, mamma tra le mamme, accudì come ogni madre il suo bimbo Gesù, lo nutrì al suo seno, lo allevò con la cura e l’affetto che sono propri di tutte le madri. Anche lei un giorno lo vide, trentenne, partire da casa, provando lo stesso struggimento delle madri quando vedono i figli abbandonare il nido familiare e andarsene per il loro destino. E come le madri più sagge, anche lei, silenziosa e discreta, lo seguì col suo pensiero quotidiano, restando nell’ombra e in disparte, per ritornargli accanto nell’ora della sofferenza e della morte. Se dunque un essere umano, pur speciale come Maria, ha raggiunto il traguardo della gioia eterna (è proprio oggi che ricordiamo il suo ingresso nel Cielo), vuol dire che quello stesso traguardo celeste è raggiungibile anche da noi. Maria è stata come un’apripista ed è là ad attenderci.

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