Omelia di Domenica 27 luglio 2025 - XVII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa quarta domenica di luglio c’intrattiene sul tema della preghiera. E lo fa raccontandoci la storia di tre amici, che inizia così: Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli... Bè, io dico: se una parabola di Gesù sulla preghiera ha per protagonisti tre amici, non si scappa: per Gesù la preghiera è una forma di amicizia. E dato che nella simbologia della parabola, uno di questi tre amici è Dio, l’insegnamento mi pare chiaro: la preghiera è un’esperienza di amicizia tra noi e Dio, a cui siamo rivolti. Pregare è avere un amico, pregare è come voler bene. Il linguaggio della preghiera è quello dell’amicizia. Si prega nella misura in cui si ama.

Omelia di Domenica 6 luglio 2025 - XIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa domenica ci riporta a quando i discepoli di Gesù per la prima volta annunciarono il Vangelo. Gesù disse loro: amici, è già da un po' che siete con me, e avete visto ciò che ho detto e fatto. Ora tocca a voi, unirvi a me, nell’ annuncio del Vangelo. Così il testo: il Signore designò altri 72 e li inviò due a due in ogni città. Dice “due a due”.

Omelia di Domenica 29 giugno 2025 - Solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, Anno C

Pietro e Paolo, due santi meravigliosi, pur diversissimi l’uno dall’altro. Tra poco la liturgia ci dirà: “Tu hai voluto unire in gioiosa fraternità i due santi apostoli: Pietro, il pescatore di Galilea, che costituì la prima comunità con i giusti di Israele; Paolo, il maestro e dottore, che annunziò la salvezza a tutte le genti.” Chi conosce le sacre scritture sa però che tra i due c’erano altre differenze.

Omelia di Domenica 22 giugno 2025 - Solennità del Corpus Domini, Anno C

C’era un ragazzo, ebreo (avrà avuto dodici anni), pieno di interessi e curiosità. Era da mesi che in casa, e fuori, sentiva parlare di un certo Gesù di Nazareth. Ne sentiva parlare come di un uomo speciale, fascinoso, che nel parlare, incantava. Bè, un bel giorno venne a sapere che questo Gesù era nei paraggi e lui allora non volle assolutamente perdersi quest’occasione. Disse tra sé e sé: “Lo voglio vedere!” Anche per poter dire agli amici: “Io l’ho visto!”.

Omelia di Domenica 8 giugno 2025 - Pentecoste, Anno C

All’inizio della Messa abbiamo pregato così: O Padre, che santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo. Sono parole che dicono che l’azione dello Spirito Santo è dappertutto, nessun angolo della terra escluso. E questo ci fa dire: il nostro è un Dio che ha cuore tutti e non alcuni soltanto. Una caratteristica di Dio è la sua universalità. Dio ha dei prediletti? Sì, tutti. La festa di Pentecoste che oggi celebriamo ci ricorda che di Dio nessuno ha l’esclusiva, né il monopolio.

Omelia di Domenica 1 giugno 2025 - Ascensione del Signore, Anno C

Sia la prima lettura che il Vangelo ci hanno raccontato l’ascensione di Gesù al Cielo, a 40 giorni dalla resurrezione. Cito il testo del Vangelo: Li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e venne portato su, in cielo. Due volte ricorre la parola ‘benedizione’. Ringraziamo Luca, che a differenza degli altri evangelisti, s’è ricordato di annotare che la salita di Gesù al Cielo fu accompagnata da una benedizione. Pensate, l’ultimo gesto della vita terrena di Gesù fu una benedizione. Si congedò dal mondo benedicendo.

Omelia di Domenica 25 maggio 2025 - VI Domenica di Pasqua

Questa mattina la mia omelia prende le mosse dalla prima lettura: ci ha parlato di tensioni e accese discussioni, all’interno delle prime comunità cristiane. Provo a dire con parole mie cos’era successo. Dovete sapere che i primi cristiani erano di duplice provenienza: c’era chi proveniva dalla religione ebraica e chi proveniva dal paganesimo. I provenienti dalla religione ebraica volevano che si mantenessero tante delle norme prescritte da Mosè. Invece i cristiani convertiti dal paganesimo non ne volevano sapere di questi “gioghi”, così li chiamavano. Solo che, pure gli apostoli non battevano pari tra loro.

Omelia di Domenica 18 maggio 2025 - V Domenica di Pasqua

“Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri.” Sono un gioiellino queste parole di Gesù. Sono parole che ci parlano di un distintivo, di un segno di riconoscimento (da questo tutti sapranno...). Verremo riconosciuti come gli amici di Gesù se ci ameremo. Attenti però, se ci ameremo alla maniera di Gesù. Cristiano non è colui che ama, ma colui che ama alla maniera di Gesù.

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