- Lorenza
- Unità Pastorale
Concorso Presepi 2025


Omelia di Lunedì 8 Dicembre 2025 - Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Migliaia di volte, non esagero, ho ascoltato il Vangelo di questa S. Messa e ogni volta m’ispira cose molto belle.
- Mi soffermo sul finale dell’episodio, lì dove Maria dice: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto. Che è come se avesse detto: Sì, ci sto, accetto quanto Dio ha disposto per me. Nella vita di Maria tutto è cominciato da un sì, da quel sì che disse all’Angelo quel giorno. Un sì che ha impresso una svolta radicale alla sua vita. Pensate: sì è una parola brevissima (due lettere), è più esile e rapida di un respiro, eppure spesso racchiude l’intera vita di una persona. Pensiamo ai tanti sì che abbiamo detto! Io credo che il sì di Maria sia di grande aiuto ai sì che la vita ci chiama a dire. Qualche esempio.
Omelia di Domenica 7 Dicembre 2025 - Seconda Domenica di Avvento, Anno A
“Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino.” Così si è aperto il Vangelo di questa seconda domenica d’Avvento. Ho trovato interessante in questa frase il perché occorra convertirsi, dice: perché Dio ti si è fatto vicino. Che significa: quando Dio ti si fa vicino, vieni spinto non a rimanere quel che sei, ma a convertirti, a migliorare, a diventare come Lui ti vuole. Mi soffermo sulla parola vicino.
Seconda Domenica di Avvento - Anno A
In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: "Abbiamo Abramo per padre!". Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Mt 3, 1-12
Omelia di Domenica 30 novembre 2025 - Prima Domenica di Avvento, Anno A
Il Vangelo ci ha appena parlato di uno degli atteggiamenti da tenere in questo nuovo tempo liturgico dell’Avvento. E’ un atteggiamento che ricaviamo da queste parole: Nei giorni di Noè che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino al giorno in cui, non accorgendosi di nulla, venne il diluvio che travolse tutti. Ecco la frase che deve farci riflettere: non accorgendosi di nulla, venne il diluvio che travolse tutti. Io colgo in queste parole di Gesù almeno due insegnamenti.
Prima Domenica di Avvento - Anno A
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Mt 24,37-44
Omelia di Domenica 23 novembre 2025 - XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C
Il Vangelo di questa domenica ci pone innanzi una scena per nulla gradevole: siamo nei pressi di Gerusalemme, sul monte Calvario, ci sono tre croci, a cui sono appesi Gesù e due malfattori. Gesù ha chiuso così la sua esistenza terrena. Pensate, l’ultimo atto di Gesù prima di morire fu un gesto di perdono; l’ultima compagnia di Gesù prima di morire fu quella di due delinquenti; l’ultima parola di Gesù prima di morire fu una dichiarazione che vorremmo sentirci rivolgere tutti (“Oggi stesso tu sarai con me in Paradiso”).
XXXIV Domenica
Tempo Ordinario - Anno C
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Lc 23,35-43