Omelia di Domenica 24 dicembre 2023 - IV Domenica di Avvento, anno B

Tutti gli anni, il Vangelo della domenica che precede il Natale parla di Maria, perché? Perché è il modo più bello di giungere al Natale. In compagnia di Maria c’è sempre e solo da guadagnarci… in bene, in speranza, in disposizioni buone. Il Vangelo di questa domenica, avendolo già ascoltato qualche giorno fa e l’8 dicembre, ho pensato di meditarlo soffermandomi su un dettaglio, che poi dettaglio non è. Mi sto riferendo alle due parole (non temere) che l’Angelo Gabriele rivolge a Maria.

Omelia di Domenica 17 dicembre 2023 - III Domenica di Avvento, anno B

Fratelli, siate sempre lieti e in ogni cosa rendete grazie: questa è la volontà di Dio. Così si è aperta la seconda lettura della Messa. Notate: all’invito a essere lieti e a rendere grazie, seguono le parole “questa è la volontà di Dio”. E cioè: essere lieti e rendere grazie rientra in ciò che vuole Dio. Mi soffermo su ciascuno di questi due inviti.

Omelia di Domenica 10 dicembre 2023 - II Domenica di Avvento, anno B

Oggi, diversamente dal solito, ho pensato di lasciarmi ispirare dalla prima lettura della Messa. Contiene un invito che il profeta Isaia a nome di Dio indirizzò al popolo ebreo: “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta.” Cos’era successo? Che il popolo ebreo, in esilio, lontano dalla sua terra (siamo attorno al 700 a.C.), si vide raggiunto da un annuncio straordinario, l’annuncio della fine di quell’epoca tanto triste. Dio volle dire in quella circostanza: Popolo mio, amato, il tempo della tua tribolazione è finito, ora puoi guardare con fiducia al tuo futuro. Quindi, le due parole “consolate, consolate” stanno per: rincuoratevi, risollevatevi, in alto i cuori, perché il brutto sta per finire e il bello sta affiorando. Proviamo adesso a lasciare quest’epoca lontana, per vedere se pure noi, oggi, abbiamo bisogno di un messaggio simile. Io dico di sì.

Omelia di Venerdì 8 dicembre 2023 - Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Nella Bibbia, il primo racconto in cui è presente Maria è quello che abbiamo appena ascoltato nel Vangelo.
- Quel giorno la prima parola che fu rivolta a Maria fu RALLEGRATI.  Un invito che ci fa dire: Angelo Gabriele, rivolgi anche a noi l’invito a rallegrarci. Ne abbiamo bisogno, perché a volte nelle nostre vite i motivi di afflizione hanno la meglio sui motivi di gioia.
- Se avete fatto caso, nel nostro brano, Maria è colta in ascolto. Il colloquio ‘Angelo-Maria’ parte con l’Angelo che parla e lei che ascolta. Ecco allora un quadretto davanti al quale riflettere: Maria in ascolto. Un giorno, il santo curato d’Ars che arrivava a volte ad ascoltare le confessioni fino a 16 ore al giorno, alla domanda quale fosse il bisogno più grande degli esseri umani, rispose: il desiderio sconfinato di essere ascoltati.

Omelia di Domenica 3 dicembre 2023 - Prima Domenica di Avvento, Anno B

La lettura del Vangelo s’è chiusa con un invito di Gesù chiaro e accorato: Vegliate!
Sappiamo tutti cos’è il vegliare. Vegliare è stare svegli affinché niente di male possa capitare o perché tutto possa svolgersi per il meglio. Veglia l’innamorata che attende l’innamorato; veglia la madre che attende il figlio che tarda ad arrivare dalla discoteca; veglia la mamma sul proprio neonato; veglia la sentinella che scruta in attesa che affiori l’aurora; veglia l'infermiera accanto al malato; veglia il monaco durante la preghiera notturna.

Omelia di Domenica 26 novembre 2023 - XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

E’ davanti a noi una delle pagine più belle del Vangelo: ci dice che la vita nostra verrà giudicata sull’attenzione che avremo avuto, o non avuto, verso le persone più bisognose. Gesù fa degli esempi molto concreti e mette in campo sette fasce di persone (è un elenco non esaustivo, ma indicativo): affamati, assetati, stranieri, ignudi, malati, carcerati, morenti. E’ da qui che la Chiesa ha ricavato le sette opere di misericordia corporale (…). Per il Vangelo chi è lontano dal povero è lontano da Dio, chi è lontano dall’ammalato è lontano da Dio, chi ignora il bisognoso ignora Dio, chi colpisce il debole offende Dio. Un antico racconto ebraico dice: se un uomo chiede il tuo aiuto, non gli dire devotamente: ‘rivolgiti a Dio, abbi fiducia, deponi in Lui la tua tribolazione’ ma agisci come se non ci fosse Dio, come se in tutto il mondo ci fosse uno solo che può aiutare quell'uomo, tu solo.

Omelia di Domenica 19 novembre 2023 - XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Anche oggi, come domenica scorsa, la lettura del Vangelo ci mette davanti una parabola di Gesù.
E’ iniziata così: un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi: a uno diede 5 talenti, a un altro 2, a un altro 1, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. Dunque, nessuno venne lasciato senza talenti, come a dire: nessuno è sprovvisto di doni, di qualità, di possibilità. Dio a tutti dà, anche se non alla stessa maniera.

Omelia di Domenica 12 novembre 2023 - XXXII Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Il Vangelo di questa domenica ci racconta una storia, la storia di dieci ragazze, le quali, torce accese in mano, sfidano la notte per andare verso la casa di un’amica che doveva sposarsi, per poi accompagnarla alla festa di nozze. Era un’usanza dei tempi di Gesù. Mi piace vedere in queste dieci ragazze con la torcia in mano, un messaggio con cui Dio ci invita a chiederci: Io sto portando luce a qualcuno? Il mio è un vivere acceso o spento?

Omelia di Domenica 29 ottobre 2023 - XXX Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

In quest’ultima domenica di ottobre, troviamo sulla bocca di Gesù un invito accorato: AMERAI. E’ più di un invito, è l’annuncio di un modo di vivere, è una vocazione, una missione, il cuore di ogni esistenza.
> Un antico saggio orientale disse che se lui avesse avuto per un istante l’onnipotenza di Dio, l’unico miracolo che avrebbe compiuto sarebbe stato quello di ridare alle parole il loro significato originario. Se questo saggio fosse qui davanti a me l’abbraccerei di gioia perché in questo nostro tempo sta proprio accadendo che certe parole molto importanti vengano sempre più distorte e travisate.

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