Omelia di Domenica 21 settembre 2025 - XXV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Lo ammetto: questa domenica ci mette davanti una pagina di Vangelo non facile, anche se ha un messaggio molto interessante, che riassumo così: anche da un amministratore disonesto si può imparare. Una frase-chiave della parabola è: “Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza.” Qui Gesù non fa l’elogio della disonestà, ma dell’abilità. Come a dire: cari amici, fate vostra non la disonestà ma la scaltrezza di questo amministratore. Dal quale cosa impariamo?

Omelia di Domenica 14 settembre 2025 - XXIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Nel Vangelo di questa domenica c’è una perla, che vorrei far brillare il più possibile: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio.” Per un padre dare il proprio figlio è dare il meglio che ha, per un genitore non c’è niente che eguagli il valore di un figlio. Proviamo allora a entrare in questa frase: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio.

Omelia di Domenica 7 settembre 2025 - XXII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.” Sono parole di Gesù molto forti appena udite dal vangelo: di tratta di parole che vanno capite bene, perché potrebbe sembrare che Gesù declassi la famiglia, ma non è così. Gesù in realtà vuole dire: “Una cosa tra le più belle è la vita familiare. Ogni famiglia però, come ogni cosa buona, non va avanti da sé, automaticamente, ma ha bisogno di un accompagnamento che la tenga motivata, purificata e resistente a tutti gli urti della vita. Il nome di questo accompagnatore è Gesù.” Ecco perché Gesù viene prima della famiglia. A mettere Lui al primo posto, tutto si mette in ordine. Sono stato in montagna coi ragazzi. Nelle passeggiate, si mette sempre come primo della comitiva uno che conosca bene il sentiero. Così è con Gesù: a metterlo capofila, tutto il seguito procede al sicuro.

Omelia di Domenica 24 agosto 2025 - XXI Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Gesù nel Vangelo ci ha parlato di una porta stretta, davanti alla quale c’è una folla che si accalca e preme per entrare, e però tanta di questa gente non riesce ad entrare perché la porta è stretta. Ecco le parole di Gesù: Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. La porta è stretta, perché? Noi pensiamo che “porta stretta” faccia riferimento ai sacrifici e alle fatiche, che sono necessari nella vita. Invece no, in questo caso “porta stretta” significa piccola, a misura di bambino, e quindi solo chi è piccolo riesce ad attraversarla; solo abbassandosi la si attraversa.

Omelia di Venerdì 15 agosto 2025 - Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria

Oggi è la festa della donna più importante della storia, Maria di Nazareth. Maria non è un essere divino, è una creatura ma è la più mirabile delle creature. Donna tra le donne, mamma tra le mamme, accudì come ogni madre il suo bimbo Gesù, lo nutrì al suo seno, lo allevò con la cura e l’affetto che sono propri di tutte le madri. Anche lei un giorno lo vide, trentenne, partire da casa, provando lo stesso struggimento delle madri quando vedono i figli abbandonare il nido familiare e andarsene per il loro destino. E come le madri più sagge, anche lei, silenziosa e discreta, lo seguì col suo pensiero quotidiano, restando nell’ombra e in disparte, per ritornargli accanto nell’ora della sofferenza e della morte. Se dunque un essere umano, pur speciale come Maria, ha raggiunto il traguardo della gioia eterna (è proprio oggi che ricordiamo il suo ingresso nel Cielo), vuol dire che quello stesso traguardo celeste è raggiungibile anche da noi. Maria è stata come un’apripista ed è là ad attenderci.

Omelia di Domenica 10 agosto 2025 - XIX Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Ci sono nel Vangelo di questa domenica alcune righe che hanno dell’incredibile. Avete mai visto voi un subalterno, un suddito, un inserviente venire servito dal suo padrone? Bè, il Vangelo ci ha parlato di un caso così: c’è un signore, che parte per un paese lontano lasciando alla servitù la custodia della sua grande casa e delle sue proprietà. Nella simbologia di questo racconto, il padrone è Dio, che si fida totalmente di noi e delle nostre capacità. E qui sta la prima bella notizia del Vangelo di Luca: noi crediamo in Dio ma anche Lui crede in noi.

Omelia di Domenica 27 luglio 2025 - XVII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa quarta domenica di luglio c’intrattiene sul tema della preghiera. E lo fa raccontandoci la storia di tre amici, che inizia così: Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli... Bè, io dico: se una parabola di Gesù sulla preghiera ha per protagonisti tre amici, non si scappa: per Gesù la preghiera è una forma di amicizia. E dato che nella simbologia della parabola, uno di questi tre amici è Dio, l’insegnamento mi pare chiaro: la preghiera è un’esperienza di amicizia tra noi e Dio, a cui siamo rivolti. Pregare è avere un amico, pregare è come voler bene. Il linguaggio della preghiera è quello dell’amicizia. Si prega nella misura in cui si ama.

Omelia di Domenica 6 luglio 2025 - XIV Domenica del Tempo Ordinario, Anno C

Il Vangelo di questa domenica ci riporta a quando i discepoli di Gesù per la prima volta annunciarono il Vangelo. Gesù disse loro: amici, è già da un po' che siete con me, e avete visto ciò che ho detto e fatto. Ora tocca a voi, unirvi a me, nell’ annuncio del Vangelo. Così il testo: il Signore designò altri 72 e li inviò due a due in ogni città. Dice “due a due”.

Omelia di Domenica 29 giugno 2025 - Solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, Anno C

Pietro e Paolo, due santi meravigliosi, pur diversissimi l’uno dall’altro. Tra poco la liturgia ci dirà: “Tu hai voluto unire in gioiosa fraternità i due santi apostoli: Pietro, il pescatore di Galilea, che costituì la prima comunità con i giusti di Israele; Paolo, il maestro e dottore, che annunziò la salvezza a tutte le genti.” Chi conosce le sacre scritture sa però che tra i due c’erano altre differenze.

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