Questata sera, la mia riflessione vuole essere la risposta a una domanda che a volte mi viene posta: perché la morte di Gesù fu una morte per me? Per noi? Per tutti? La sacra scrittura è chiara: Cristo è morto per noi. Ora, dire ‘Cristo è morto’ va bene, ma perché l’aggiunta ‘per noi’? Due mesi fa circa su questo argomento mi son trovato a parlare. Uno ha detto: Qualcuno mi deve spiegare che relazione ha con me, uomo del 2026, una morte avvenuta più di 2000 anni fa. Perché la morte ingiusta di un uomo, vissuto due millenni prima di me, dovrebbe essere una morte per me, per il mio bene? Che flusso di bene sarebbe mai partito da quella morte per raggiungermi? Mai di nessuna morte s’è detto così. Qualcuno mi può spiegare sta cosa?
(In soli pochi casi si può dire che qualcuno è morto per qualcun altro: quando per esempio una madre dà la vita per il figlio oppure quando chi sta annegando viene soccorso ma a va a finire che il soccorritore muore per salvare l’altro. C’è un altro caso, diverso però dai due appena citati: è la morte esemplare di qualcuno. Viene in mente M. L. King, che venne ucciso e aveva messo in conto che la cosa potesse avvenire. Fu una morte che edificò tutti. La morte di Gesù però fu di portata molto diversa da questi casi citatati, e provo ora a dirlo).
* Ho provato a rispondere, partendo dai fatti. Cristo è stato messo a morte perché le autorità di allora non lo vollero accettare come il Messia e il Figlio di Dio, come lui invece s’era proclamato. Per le autorità, credersi Figlio di Dio era ritenuta una bestemmia. Ecco perché misero in scena un processo con questa ragione di condanna. Ora, che l’uccisione di Gesù sia stata l’uccisione di un innocente, lo sanno tutti. Anche allora, tanti non seguaci di Gesù, ammisero che uno come Gesù, straordinario com’era, non si meritava di essere messo a morte. Vien mente il passo del Vangelo di Luca riguardante i due ladroni:
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male.»
Fu proprio così: tanti, pur non della cerchia di Gesù, ritenevano che non si doveva crocifiggere un uomo che non aveva fatto nulla di male.
* A questo punto non ci rimane che andare a consultare la Bibbia, la quale a proposito della morte di Gesù, ne parla non solo come la morte di un innocente, ma come di una morte diversissima dalle altre. L’ho detto: tanti, lungo la storia, son stati uccisi ingiustamente, ma di nessuno di loro s’è detto son morti per noi, son morti per la nostra salvezza… perché invece di Gesù fu così? Un esempio tra i tantissimi: se nel secolo scorso S. Maria Goretti morì martire (venne uccisa a coltellate), nessuno disse: è morta per me, nessuno disse è morta per la mia salvezza. Perché invece di Gesù si disse così? Ripeto, sono le sacre scritture a darci la risposta: una è contenuta nel brano di Isaia che abbiamo ascoltato. Ne rileggo qualche passaggio.
Egli ha preso su di sé le nostre malattie, si è caricato delle nostre sofferenze… è stato ferito per le nostre colpe, è stato schiacciato per i nostri peccati. Egli è stato punito, e noi siamo stati salvati. Egli è stato percosso, e noi siamo guariti... Il Signore ha fatto pesare su di lui le colpe di tutti noi… È stato colpito a morte per i peccati del suo popolo… Egli renderà giusti davanti a me un gran numero di uomini, perché si è addossato i loro peccati. Ha preso su di sé le colpe di tutti ed è intervenuto a favore dei peccatori'.
Queste parole del profeta sono molto, molto chiare: quella di Gesù fu un fatto di gran lunga superiore alla morte di un innocente. Fu la morte con degli effetti di grazia per tutta l’umanità. La morte di Gesù era parte di un disegno di Dio, che sintetizzo così: Dio rese la morte di Gesù una morte salvifica, dove salvifica significa salutare per tutti, una morte carica di un amore grande per l’umanità intera. In breve, l’amore è il contenuto primo della morte di Gesù. Cristo morì per amore.
Oh! attenti! Dio non ha voluto la morte di Gesù, ma che Egli fosse accolto. Ricordate il Vangelo.. "questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo”. Oppure la parabola: "avranno almeno rispetto di mio Figlio". Tuttavia davanti al rifiuto degli uomini, Dio, prendendone atto, rese la morte di Gesù luminosa, scrivendo così diritto sulle righe storte degli uomini. In questo modo cambiò il senso della morte di Gesù, al centro della quale - ripeto - non c’è la sofferenza ma l’amore. Pertanto, nella morte di Gesù è contenuta un’energia, una forza, un amore, destinati a ogni essere umano, perché potesse beneficiarne. Se la cronaca storica dice che nel 1° sec. d.C. un innocente predicatore di nome Gesù proveniente da Nazareth fu messo a morte, in realtà in ballo c’era quel che San Paolo così descrisse (Romani 5, 8): Cristo è morto per noi, questa è la prova che Dio ci ama. E in Corinzi 15, 3 dice: Cristo è morto per i nostri peccati. E fu lo stesso Gesù nell’ultima cena a parlare della sua morte così. Disse: Questo pane è dato per voi / questo è il mio sangue versato per voi.
* In altre parole, nella morte di Gesù s’intrecciano due cose. Da una parte fu la morte di un innocente, come tantissimi altri nella storia. Dall’altra, fu una morte che espiò i peccati di tutti. E’ per questo che i testi sacri, alle parole, Gesù è morto aggiungono per noi. Nella morte di Gesù c’era il dono di sé a noi. Non si dice ti amo da morire? Beh di Gesù fu esattamente così. Fu una morte carica di luce, di amore, di grazia, destinata a tutti. Ripeto allora: la morte di Gesù, pur con i suoi connotati di tragicità, pur se fu la morte di un innocente, pur se fu un martirio, fu anche e soprattutto un evento di grazia, una forza di bene, un amore grande… a disposizione di tutti.
* A questo punto m’aspetto la domanda: quand’è che veniamo raggiunti da quest’amore, da questa luce, da questa grazia di cui è intrisa la morte di Gesù? Due le risposte.
La prima: siamo raggiunti dall’amore di Gesù attraverso l’amore di chi ci è vicino e attraverso la vita della Chiesa, che è la casa-famiglia che Gesù ha pensato per noi.
Seconda risposta: siamo raggiunti dall’amore di Dio quando ci accostiamo ai sacramenti! I sacramenti sono l’amore di Gesù che ci supporta, ci accompagna, ci custodisce. Quando San Paolo (Romani 5, 5) dice che l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato… è esattamente nei sacramenti che tutto ciò si compie. Faccio un cenno a due di essi, la Confessione e la Messa.
> La Confessione. Se Gesù sulla croce ci ha già perdonato, perché c’è bisogno di confessarsi? Risposta: ogni volta che ci confessiamo, noi non riceviamo un perdono nuovo, ma è sempre il perdono ottenuto da Gesù per noi sulla croce, che si ripresenta, ci raggiunge e ci lava dai peccati (lavami Signore da ogni colpa - Salmo 50).
> La Messa. Sapete perché la Messa viene definita il sacrificio di Cristo? Perché se sulla croce Gesù s’è sacrificato per noi, questo suo essersi sacrificato per noi si ripresenta ogni volta che c’è la Messa. Perché non c’è cosa più importante della Messa? Perché nella Messa, Gesù si rende presente col dono della sua vita. Li amò fino alla fine, dice il vangelo. Chi è a Messa, fa l’esperienza di questo amore incondizionato.
RIASSUMO
1) La morte di Gesù, da morte di un innocente e da morte-martirio è divenuta, per scelta di Dio, una morte gravida d’amore, di luce e di grazia per tutti noi.
2) Quest’amore di Gesù contenuto nella sua morte, ci raggiunge in tre modi: nell’amore che riceviamo dagli altri e facendo vita di Chiesa, specie quando ci si accosta ai sacramenti.






