In ogni parrocchia e Unità Pastorale ci sono diversi gruppi: il gruppo dei ragazzi, il gruppo liturgico, il gruppo “Caritas”, il gruppo dei catechisti, ecc. Ma al di là dei tanti gruppi, la cosa ancor più necessaria è la presenza di una “comunità adulta”, viva e funzionante. Vorrei mostrare e dimostrare, in questa mia riflessione, la verità di quanto sto dicendo.
* E’ vero che là dove ci sono tanti ragazzi e giovani, una parrocchia dà una bella immagine di sé, viene ammirata, addirittura passa per una parrocchia modello. Quando si vede un prete circondato da tanti giovani, vien da dire Ci fossero tanti preti così! E probabilmente non è da escludere che quel prete si ritenga bravo, vedendosi capace di attirare tanti ragazzi. Diciamocelo con franchezza: i giovani rappresentano sempre un buon investimento pastorale, sono ritenuti la misura della capacità di una comunità di saper aggregare coloro che non è così automatico aggregare, come i giovani appunto. Una nutrita presenza di giovani è considerata da tanti come il fiore all'occhiello. Ma - ripeto - una pastorale vera non funziona così.
* Quando dico che è necessaria una comunità viva di adulti e famiglie, è perché è a età adulta che si giunge ad una fede matura. Solitamente una fede matura la si ha nella maturità. Una fede adulta la si ha a età adulta. Se in una parrocchia mancano gli adulti, il rischio è che non venga offerta la fede nel suo stadio compiuto. Ecco perché in una parrocchia, il gruppo trainante non sono i giovani, ma gli adulti. Qualche esempio. I valori dell’umiltà, del sacrificio, della perseveranza, del martirio e del dare la vita per gli altri sono tipici frutti di una fede matura. Cos’è la santità se non la fede allo stadio maturo?! Se tutti possiamo beneficiare della testimonianza di un S. Francesco o di una Madre Teresa o di un S. Giovanni Bosco, è perché essi ci offrono la misura alta della fede. San Carlo Acutis è un’eccezione, in quanto si tratta di una fede matura in età giovane. In una parrocchia, dunque, chi se non degli adulti e delle famiglie possono arrivare a offrire una simile testimonianza?! Se tutto questo non avviene si crea un vulnus/un vuoto che non consente ai valori “alti” della fede di venire testimoniati e trasmessi. E così i giovani non possono beneficiare di una testimonianza che farebbe crescere la loro fede. Proprio perché i giovani hanno una fede giovane, hanno bisogno di una fede adulta, che li renda capaci di resistere a tutti gli urti della vita. Dice la Bibbia: Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore. Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. (Ef. 4, 11 – 15). Ha detto il card. Martini: L'età adulta è la stagione per eccellenza in cui dare significati al vissuto, sperimentare lo spessore dell'esistenza e quindi per attuare il rapporto tra la ricchezza della fede e l'esperienza storica, culturale, familiare, professionale, civile.
* Dunque, è importante favorire in ogni Unità Pastorale il sorgere di comunità vive, con tutti presenti (grandi e piccoli), dove ognuno fa la propria parte, dando e ricevendo. E quando gli adulti mettono a disposizione la propria maturità e i giovani il proprio entusiasmo, si vive quella “reciprocità” che è la ricchezza di ogni comunità cristiana. Ecco perché è una bella cosa che nella nostra UP ci siano iniziative, volte a dare una maggiore incisività pastorale alla testimonianza di adulti e famiglie. In questo modo i ragazzi e giovani possono vedere e toccare con mano la bellezza di una fede vissuta nella sua maturità.
Ecco qui la proposta di pastorale familiare di quest’anno 2025/26.
- Centri d’ascolto della Parola di Dio (al momento sono 7)
- Ritiro spirituale delle famiglie il 14 dicembre e l’8 marzo. Esercizi spirituali per giovani, adulti famiglie il 7/9 nov.
- “Percorso famiglie”: è articolato in 4 pomeriggi domenicali (19.10 - 23.11 - 18.01 - 15.2)
- Pellegrinaggio delle famiglie l’1 maggio
- Campeggio delle famiglie in agosto
- Le cene mensili a Calerno delle famiglie dell’ Unità Pastorale.
Va detto che tutte queste iniziative, pur lodevoli, non hanno l’adesione che meriterebbero. Ciò però non deve portare a valutare la bontà di un’iniziativa dal numero dei partecipanti. Viene in mente quanto diceva il card. Martini: C’è una diffusa resistenza psicologica e culturale: la presunzione degli adulti di non aver bisogno di cammini formativi. Solitamente si circoscrive la formazione all'età della crescita.
* Termino consegnando un impegno: far sì che si costituisca un vero “gruppo adulti”, un vero “gruppo famiglie”. Nella nostra UP siamo privi di una comunità di famiglie, coesa, viva e operante. Occorre far sì che le iniziative di pastorale familiare, che pur ci sono, siano feconde, in grado cioè di dar vita a una comunità stabile di famiglie, che si rinnovano col susseguirsi del tempo.
don Fernando






