Omelia di Domenica 31 Maggio 2026 - Santissima Trinità, Anno A
Questa mattina la mia omelia prende le mosse dal finale della seconda lettura: “La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. E’ una frase di S. Paolo che menziona tutte e tre le persone divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Perché questa menzione? Perché oggi in tutta la Chiesa si celebra la festa della Santissima Trinità. La parola “Trinità” applicata a “Dio” vuole indicare che Dio non è un Essere solitario, ma una comunione di persone, non è un Essere isolato ma una famiglia di tre persone. Dio non è solitudine, Dio è famiglia.
Qualche giorno fa, per spiegare queste cose ai bambini della prima Comunione, mi son fatto aiutare da degli esempi.
Il primo è stato quello di un trifoglio (…)
Un secondo è stato quello di tre fiammiferi accesi che se vengono uniti, danno un’unica fiamma.
Ma l’esempio più felice l’ho tratto dalla matematica. E’ un esempio non mio ma che ho sentito da un don in un’omelia. Ho detto: Bimbi, per capire com’è fatto Dio, non dovete rifarvi all'addizione ma alla moltiplicazione. E cioè, per capire Dio non dovete fare 1 + 1 + 1 che fa 3, ma 1 x 1 x 1 che fa sempre 1. In Dio non c'è una Persona che si aggiunge all'altra e poi all'altra ancora. In Dio ogni persona vive per l'altra. E son talmente una per l'altra da formare un’unica cosa. Per cui, quando Dio si muove, si muove sempre in tre. Ieri mattina ho celebrato un matrimonio. Anche il matrimonio segue lo stesso criterio: due sposi son talmente uniti da essere una sola carne. Lo disse Gesù: “…cosicché non sono più due ma una sola carne.” Anche qui, come nella Trinità va usata la moltiplicazione, non l’addizione. Nel matrimonio, anziché dire 1 + 1 = 2 è meglio dire 1 x 1 = 1. Nel matrimonio la persona non s’aggiunge all'altra ma vive per l'altra, al punto da formare un'unica realtà. Il matrimonio non è due IO che si fronteggiano ma un NOI. Fino al matrimonio c’erano due soggetti, col matrimonio sorge un nuovo soggetto, si chiama NOI.
Proviamo allora ad applicare tutto questo a noi e alle nostre famiglie. Come in Dio, il Padre non è il Figlio e il Figlio non è lo Spirito Santo, ma vivono ugualmente tra loro una forte unità, così nelle nostre case:
ognuno ha il suo ruolo (il papà fa il papà, la mamma fa la mamma, i figli fanno i figli) ma in questi distinti ruoli s’incontrano, sono uno per l’altro, così da formare un’unica famiglia. Quindi, nelle nostre case si fa fatica ad andare d’accordo? Nelle nostre case c’è poco dialogo? Nelle nostre case c’è spesso un clima teso? Beh, se così è, è a nostra disposizione la forte coesione che c’è tra le persone della Trinità, tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Preghiamo così allora:
“Padre, Figlio e Spirito Santo, vi affidiamo tutte le aggregazioni (gruppi, amicizie, famiglie, conventi, associazioni, club…): mettete in esse il collante che vi tiene uniti. In questo modo, qui sulla terra arriveremo ad essere il riflesso di quella mirabile unità che vige tra voi, persone divine.






