Omelia di Domenica 17 Maggio 2026 - Ascensione del Signore, Anno A
L’Ascensione di Gesù al Cielo, che oggi ricordiamo, fu un evento reale e misterioso che concluse la vita terrena di Gesù. La prima lettura della Messa, che ce lo ha raccontato, contiene un passaggio, degno di nota. “Mentre gli apostoli fissavano Gesù che saliva al Cielo, due uomini in bianche vesti si presentarono e dissero: Uomini di Galilea, perché rimanete a guardare il cielo?”
- C’è come una punta di rimprovero in questa domanda. Come a dire: “Apostoli cari, non rimanete incantati a guardare in alto, è finito il tempo del Gesù terreno. Ora inizia il tempo vostro, il tempo della Chiesa, il tempo della testimonianza. Se Gesù fino ad ora ve lo siete ben goduto, ora è il tempo dell’annuncio al mondo di quanto Egli ha rappresentato per voi. Non fatevi bloccare da nostalgie o tristezze. Incamminatevi piuttosto sulle strade del mondo a proclamare a tutti il fascino e la necessità di Gesù.” Ecco cosa consegnò l’evento dell’Ascensione di Gesù. Consegnò agli apostoli un mandato, una missione, un impegno: quello di portare avanti il dopo-Gesù. Mi direte: “Come?” Rispondo con le parole S. Francesco: “Predicate sempre il Vangelo con la vita… e se fosse necessario anche con le parole.” Tempo fa, durante un incontro con dei ragazzi ho detto: Se sei un ragazzo credente, sappi che molti tuoi compagni non hanno il libretto del Vangelo in casa, è la tua vita l’unico Vangelo che possono leggere.
– “Predicate il Vangelo con la vita” vuol poi dire essere capaci di gesti tipo dare consolazioni a chi è nello sconforto, dare tempo a chi non sta bene, essere operatori di riconciliazione, riaccendere la speranza in chi ne è rimasto privo, portare a Dio ai lontani da Dio, portare un po' di sole nella vita degli altri. Ecco i frutti che Dio attende da noi. E quando ci si incontra con Gesù, fioriscono questi frutti. Tante volte si tratta di piccoli gesti, ma non dimentichiamo quanto diceva Madre Teresa: Il bene che fai è solo una goccia nell'oceano, ma l'oceano senza quella goccia, sarebbe più povero. In breve, il Vangelo di questa domenica dell’A. ci mette davanti queste parole: quel che veramente possiedi è quello che doni. Ora, c’è forse cosa più bella del donare Gesù!?
- Passo a dire una parola sull’ultima riga del Vangelo, che riporta le ultime parole del Gesù terreno: “Ecco, io sono con voi sempre, tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” Bello quest’avverbio sempre: lascia intendere che nessun giorno è senza Cristo, nessun giorno è privo della sua luce. Ci sono per tutti giorni belli e giorni di lacrime, ci sono per tutti giorni tempestosi e giorni tranquilli, ci sono per tutti giorni noiosi e giorni appassionati, ma nessuno di questi giorni è senza Gesù, nessuno di questi giorni è senza la sua compagnia, nessuno di questi giorni è senza la sua presenza.
Gesù, grazie! Perché salendo al Cielo non ti sei allontanato da noi, ma ti sei ancor più unito a noi. Grazie, perché senza di te, saremmo senza una luce, senza una meta e soprattutto senza il tuo amore.






