Omelia di Domenica 3 Maggio 2026 - Domenica V di Pasqua
Questa mattina vi parlo di Paradiso e lo faccio perché è Gesù che ce ne ha appena parlato. Ecco le sue parole: “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi.” Stando a queste parole di Gesù, vien da dire: il Paradiso è Gesù in Cielo che ci tiene il posto. Quest’affermazione è carica di conseguenze. Eccole.
1) Quando si muore non si smette di vivere, si cambia mondo, si trasloca. C’è chi dice che la morte è una porta che chiude. D’accordo, ma è anche una porta che apre: apre alla vita eterna. Diceva Chiara Corbella: “Siamo nati e non moriremo mai più.” Ricordo anche una frase di un mio prof. di teologia: “La morte non è un punto, è una virgola.” Si racconta che un saggio fece questa raccomandazione: “Alla fine della vita, non ditevi addìo, ma arrivederci. E soprattutto ditevi: Aspettami!”
2) Troppo spesso, quando parliamo dei nostri morti, usiamo le parole “li abbiamo persi” come se si trattasse d’aver perduto un mazzo di chiavi o un fazzoletto o un orecchino. Non è così: non si perde ciò che si ama. Ritroveremo nell’eternità tutto quello che abbiamo ammirato, amato e scarificato in questa vita.
3) Possiamo dunque riassumere così la bella notizia del Vangelo di oggi, 3 maggio: le vere storie d'amore non hanno fine, come non hanno fine le belle amicizie vissute. Tutte confluiranno in Cielo, dove tutti ci ritroveremo, e lì niente più finirà. Anzi, le amicizie e gli amori goduti in questa vita li ritroveremo in Cielo più belli ancora. E’ vero che quando muore una persona cara, c’è meno luce nella nostra vita. E’ vero che quando muore una persona cara ci sentiamo più poveri... ma proprio qui s’innesta l’annuncio di Gesù: coloro che avete amato e che vi hanno amato non li perderete, li ritroverete.
4) Voglio farvi sorridere, confidandovi una mia paura: la paura di andare in Paradiso e trovarmi vicino le persone che non mi sono piaciute in questa vita. Ebbene, sta proprio qui una cosa bella del Paradiso: ci troveremo cambiati e in grado di stare volentieri accanto a tutti coloro con cui ci è stato difficile convivere su questa terra. Il Signore non ci farà, certo, mancare quelli a cui abbiamo voluto bene, ma con stupore ci vedremo contenti di avere a noi vicini, coloro con cui ci è stato difficile vivere.
Concludo… immaginando sulla bocca di Gesù questa raccomandazione. “Amici, la vita è breve. E allora, prima che puoi chiedi scusa, più che puoi sta unito a Dio, non smettere di amare, coltiva buone amicizie, abituati a ringraziare e ogni giorno aiuta qualcuno.”






