Omelia di Domenica 26 Aprile 2026 - Domenica IV di Pasqua
Tutti gli anni, la quarta domenica di Pasqua ci presenta Gesù col titolo di “pastore buono”. Nel versetto dell’alleluia abbiamo sentito Gesù dire: “Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.” Ora, tra le diverse parole che il vangelo ci ha riferito di questo pastore buono, mi soffermo su queste: “Io sono venuto perché abbiate la vita e l’abbiate in abbondanza.” Per “vita” cosa intende Gesù? Intende slancio, coraggio, salute, amore, relazioni, gioia, libertà. Insomma, Gesù non vuole che viviamo la vita con innestata solo la prima marcia, una vita cioè al minimo, ci vuole invece persone con una vita piena, in esubero, spumeggiante, straripante. Vi racconto un episodio.
Nei primi anni ’80, giovane prete, ero viceparroco a Rio Saliceto. Feci il funerale di uomo molto anziano. Prime della celebrazione, i familiari mi allungarono un biglietto che io lessi e tutt’ora conservo. Lo trovarono in un cassetto della sua camera. Era uno scritto che a detta dei familiari rispecchiava bene il carattere del loro nonno. Sentite.
Se potessi tornare a vivere, farei così.
- Parlerei di meno e ascolterei di piu’.
- Non rinuncerei a invitare a cena gli amici solo perché la mia casa non è molto bella.
- Darei più tempo a Dio.
- Leggerei di più letture sane.
- Mi stenderei più spesso sul prato con i bambini senza badare al vestito che si sporca.
- Mi godrei qualche tramonto in più, saluterei sempre tutti, fumerei qualche sigaro in più, giocherei di più con i bambini
- A mio figlio che mi bacia con trasporto non direi: “Su, su, adesso basta. Va’ a lavarti che la cena è pronta”. Gli direi invece più spesso: «Ti voglio bene»
- Conclusione: se potessi tornare a vivere, farei così. Peccato però! Ormai, con gli anni che ho, non mi tocca che il rimpianto.
Ora vedete, questo biglietto è in perfetta linea con le parole di Gesù “sono venuto perché abbiate la vita e l’abbiate in abbondanza.”
- Ci sono quattro modi di vivere:
1) esistere (ma esistono anche le piante)
2) sopravvivere (come i profughi o i carcerati)
3) vivere (che è quello di quasi tutti noi)
4) cantare la vita, che è quel ‘vivere in abbondanza’ di cui Gesù ci ha parlato nel Vangelo e che è venuto a offrirci.
In conclusione, Gesù è venuto tra noi non tanto per rispondere ai nostri bisogni più comuni (questo lo san fare anche altri). E’ venuto per far fiorire tutte le nostre potenzialità, donandoci molto più del necessario.
Gesù, spesso la nostra è una vita un po' trascinata. Se siamo qui a Messa è perché sappiamo che tu puoi fare tanto: te la consegniamo. Sappi Gesù che nostro desiderio è che essa rispecchi sempre più la tua volontà.






