Omelia di Domenica 19 Aprile 2026 - Domenica III di Pasqua
Anche se lo conosciamo da una vita, è sempre bello ascoltare il vangelo dei due discepoli di Emmaus. Per la mia omelia, mi basta soffermarmi sulla riga finale: “I due discepoli riconobbero Gesù nello spezzare il pane.” Notate, non si dice ‘Cristo è nel pane’, ma ‘lo riconobbero quando spezzò il pane.’ Nella Messa c’è un gesto che purtroppo spesso passa inosservato: è quando appena prima della Comunione, il sacerdote spezza l’ostia: è un gesto che allude a Cristo che s’è spezzato per noi. Anche oggi si usa l’espressione “mi faccio in quattro per te”, oppure “mi spezzo per te.” Sono modi di dire che significano il dono di sé agli altri. Pertanto, se è vero che la particola consacrata che riceviamo nella Messa, indica Gesù che s’è spezzato per me, essa orienta pure me a essere ‘pane che si spezza’ per gli altri.
Capite anche voi dove voglio arrivare: si viene in chiesa per essere migliori fuori di chiesa. Si viene a Messa per essere migliori dopo la Messa, fuori, tra la gente. Onorare l’Ostia consacrata del SS.mo Sacramento serve a poco se non diviene una condivisione coi fratelli e sorelle che incontriamo. I frutti dell’Eucarestia si vedono nel nostro spenderci per gli altri. Ecco il senso dell’espressione evangelica ‘spezzare il pane.’ Noi veniamo riconosciuti cristiani veri non perché vediamo visti andare a Messa ma perché, usciti da Messa, pure noi, in forza di Gesù “pane spezzato” che abbiamo ricevuto, ci spezziamo pure noi per gli altri.
Faccio qualche esempio di come e quando si è pane spezzato per gli altri?
* Siamo pane che si spezza per gli altri quando coloro a cui vogliamo bene non fanno altrettanto verso di noi, ma noi ugualmente sull’esempio di Gesù manteniamo il nostro amore per loro.
* Sono pane che si spezza per gli altri quando nella mia vita mi occupo della felicità degli altri.
* Siamo pane che si spezza per gli altri quando uno dei nostri dolori più grandi è non poter far nulla davanti alla sofferenza degli altri.
* Sono pane che si spezza per gli altri quando faccio del bene silenziosamente, non sbandierandolo ai quattro venti, e senza pretendere che mi si dica grazie.
* Siamo pane che si spezza per gli altri quando nell’amare gli altri abbiamo la sensazione di assomigliare un po' più a Dio.
Ecco, mi fermo, anche se gli esempi potrebbero continuare. Questa mattina portiamoci a casa l’immagine del “pane spezzato” che ci ha proposto il Vangelo. E a Gesù diciamo: “Sul tuo esempio, rendi le nostre vite un dono per gli altri.”






