Omelia di Domenica 15 Marzo 2026 - IV Domenica di Quaresima, Anno A
Il Vangelo di questa domenica non è solo il racconto di un cieco che arriva a vedere, è anche e soprattutto il racconto di un uomo che dalla ‘non fede’ arriva alla fede. E’ molto evidente, nel racconto, la correlazione tra il vedere degli occhi e il vedere della fede, o se volete tra la cecità fisica e la cecità della ‘non fede’. Infatti il vertice del brano è sul finire, quando il cieco guarito arriva a dire a Gesù: “Credo in te, Signore!”
Possiamo riassumere così il Vangelo di questa domenica: l’uomo è cieco ma Dio ci vede benissimo. Sentite questa storia: è la storia di un bambino che per salvarsi da un incendio si fida del papà tuffandosi nel vuoto.
C’era una famigliola felice, che viveva in periferia. Una notte, a causa di un cortocircuito, dalla cucina partì un enorme incendio. Mentre le fiamme divampavano, genitori e figli scapparono fuori. In quel momento però s’accorsero che mancava il più piccolo, Francesco, di 6 anni. Francesco in verità aveva cercato di uscire di casa, ma impaurito dalle fiamme, era tornato dentro ed era salito al piano superiore. Papà e mamma erano disperati, le due sorelline cominciarono a gridare. Avventurarsi in quella fornace era pressoché impossibile. Tra l’altro i vigili del fuoco tardavano ad arrivare. Ma ecco che lassù, in alto, s’aprì la finestra della soffitta e il bambino si affacciò urlando: “Papà! Papà!”. Il padre accorse e gridò: “Francesco, salta giù!”. Sotto di sé però il bambino vedeva solo fuoco e fumo nero… ma sentì la voce e rispose: “Papà, non ti vedo…”. “Però ti vedo io, Francesco, dai salta giù!”, urlò il papà. Il bambino si fidò, saltò e si ritrovò sano e salvo tra le robuste braccia del papà, che lo aveva afferrato al volo.
Morale della storia: “Tu non vedi Dio, ma Lui vede te. Buttati!” E’ vero, noi non vediamo Dio ma ciò più conta è che Lui veda noi, e così può accompagnarci, seguirci, custodirci. Gesù portò quell’uomo ad avere non solo occhi funzionanti, ma anche gli occhi della fede, vale a dire quello sguardo che pur non vedendo Dio, te lo fa avvertire. La fede ci rende capaci di cogliere il Creatore dietro la creatura, l’invisibile dietro il visibile, la voce di Dio dentro la voce di un amico, il perché sono al mondo a seguito di un fatto particolare accaduto. Se nel Piccolo Principe si dice: non si vede bene che col cuore, il Vangelo di questa domenica ci dice: non si vede bene se non con gli occhi di Dio.
Ecco il dono che dobbiamo chiedere: Signore, come al cieco del Vangelo, dona anche a noi la fede, ovvero il coraggio di credere che c’è qualcosa al di fuori di noi, o meglio nel più profondo di noi, che dà senso alla nostra vita.






