Omelia di Domenica 8 Marzo 2026 - III Domenica di Quaresima, Anno A
“Gesù, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunse una donna ad attingere acqua. Le disse: ‘Dammi da bere’. Così è iniziata la lettura del Vangelo.
Ora, il fatto che Gesù e questa donna si siano incontrati presso un pozzo mi fa venire in mente una domanda che mi fu fatta tempo fa: “Se io volessi incontrare Dio come devo fare? Risposi: “Se vuoi incontrare Dio, non devi andare chissà dove o fare chissà che cosa. Dio ti incontra lì dove sei e come sei.”
Gli apostoli dov’erano quando furono chiamati da Gesù? In un santuario? No, erano su una barca puzzolenti a sistemare del pesce. Quando Zaccheo incontrò Gesù dov’era? In S. Pietro a Roma? No, era su un albero. La donna del vangelo di questa domenica dov’era quando incontrò Gesù che le cambiò la vita? A Lourdes? A Medjugorje? No, era ad un pozzo ad attingere acqua.
Conclusione: Dio t’incontra dove ti trovi. E’ dove ti trovi il tuo momento con Lui. Non è come nel matrimonio: per poterti sposare devi prima esserti sistemato (avere un lavoro, avere un tetto sotto cui stare, devi poi incontrare il prete per le carte prematrimoniali…). Con Dio non è così: lui ti accoglie così come sei, qui e adesso, sempre e comunque, degno o indegno che tu sia. Per Lui ogni momento è buono per incontrarti. Che tu sia in ordine o in disordine, che tu sia nel peccato o non nel peccato, che tu sia ai fornelli a cucinare o dal dentista in sala d’attesa, che tu venga da una serata tutta nel peccato o da una sera tutta in adorazione eucaristica.… Lui comunque c’è e come sei a Lui vai bene per poterti intrattenere con te. Pertanto, dove ti trovi, chiamalo, digli qualcosa, coinvolgilo! Vedrai, qualcosa avverrà.
Una cosa poi mi preme dire: è vero, Gesù ti prende così come sei, ma non per lasciarti così come sei: con lui migliori sempre, con lui non è più come prima, con Lui fiorisci.
Concludo. Mi piace pensare che la donna samaritana, la sera del suo incontro con Gesù, non prese sonno tanto era felice. Forse avrà pure pianto di gioia: finalmente un uomo (Gesù) non era come i soliti che la cercavano solo per il suo corpo. Gesù l’aveva cercata come persona e le aveva pure fatto sentire vicino Dio, come mai le era capitato.






