Omelia di Domenica 1 Marzo 2026 - II Domenica di Quaresima, Anno A
Ci ha raccontato il Vangelo che Gesù un giorno portò con sé su un monte alcuni apostoli per vivere con loro un’esperienza spirituale forte, per non dire unica. Fu qualcosa che piacque tantissimo, al punto che l’apostolo Pietro disse: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia.” Come a dire: “Perché dobbiamo andarcene da una cosa così bella!? Stiamo ancora qui!”
Mi soffermo sulla prima parte della frase di Pietro: “Signore, è bello per noi stare qui.” Sono parole che inducono a chiedersi: in che cosa consisteva quella bellezza, che così tanto toccò Pietro?
La prima cosa che voglio dire è: ‘bellezza’ e ‘essere cristiani’ son due cose che vanno a braccetto. Purtroppo il problema è che tanti (forse anche noi) abbiamo un’idea incompleta di bellezza, perché noi la riferiamo solo o ad un corpo (bello) o a un tramonto (bello) o ad un’opera d’arte (bella). Invece per la Parola di Dio, bellezza è anche altre cose, anzi soprattutto altre cose. Queste altre cose le descrivo così: è bello essere cristiani; è bello unirsi in matrimonio; è bello essere prete; è bello aiutare il prossimo; è bella l’amicizia; bella è stata la Messa a cui ho partecipato; bella è la domenica quando la comunità cristiana si ritrova. Ecc… E questo tipo di bellezza non ha nulla da invidiare alla bellezza comunemente intesa. E allora dico: tutti se vogliamo, possiamo essere belli. La bellezza fisica non è di tutti? D’accordo, tutti però possiamo accedere a quella bellezza che dal fisico si sposta allo sguardo, al cuore, ai gesti. Bellezza è un certo modo di accostare le persone; bello è chi è gentile, solare, non urtante, rispettoso, accogliente. Tra l’altro è questa l’unica bellezza che dura: la bellezza del corpo sfiorisce, quella del cuore no. Due estati fa, in campeggio, una ragazza si sfogò con me così: “Don, sono triste. Col fatto che sono grassa, i ragazzi guardano più le mie amiche di me.” Ricordo che le dissi: “Ma in ogni persona non c’è solo il corpo, ci sono tante altre cose. Tu ad esempio sei una ragazza sciolta, relazionale, simpatica. Anziché abbatterti per il tuo corpo, punta su queste altre cose belle che hai, e vedrai! Tra l’altro sappi che la bellezza fisica fa colpo subito, poi lascia il posto ad altre cose.”
Mi preme precisare una cosa. Pietro quel giorno non disse solo è bello Signore, ma è bello Signore stare qui. Che tradotto per noi significa: “è bello per me stare qui nella mia famiglia, è bello per me stare qui nella mia parrocchia, è bello per me stare con gli amici che ho, ecc.” Dobbiamo smetterla di dire che il prato del vicino è sempre più bello del nostro, come anche dobbiamo smettere di piangerci sempre addosso.
“Signore, come ogni domenica ti diciamo GRAZIE! Persuadici che la vera bellezza è quella che fai fiorire tu in tutti coloro che conducono una vita nel tuo gradimento.”






