Omelia di Mercoledì 18 Febbraio 2026 - Mercoledì delle Ceneri
“Ritornate a me con tutto il cuore”, così s’è aperta la prima lettura della Messa. Mi chiedo: perché la Parola di Dio ci propone un verbo (ritornare) che ci invita a tornare indietro anziché andare avanti? Risposta: perché quando si perdono per strada pezzi importanti/valori importanti, occorre tornare indietro e riprenderseli. Dunque, se oggi, mercoledì delle Ceneri, siamo invitati a compiere un viaggio all'indietro, in realtà è per farci compiere un viaggio in avanti. Quando un cristiano va in crisi di fede spesso è perché si è allontanato dalla sorgente. E’ forse colpa dell’amore se in una coppia le cose non vanno bene? Certamente no: la colpa è degli individui, mai dell’amore. In un’omelia il card. Martini si chiedeva: È forse colpa della sorgente se il corso del torrente si perde nel pantano?
Ora, qual è uno dei modi per ritornare a Dio che oggi è particolarmente necessario? La mia risposta è: dobbiamo avere più cura della nostra fede. Mi spiego. Tutti noi che siamo qui in chiesa, siamo credenti. Ora, essere credenti, significa sapere che non finiremo mai di esserlo del tutto. La tua fede non è più quella di ieri, non è ancora quella di domani, è quella che hai adesso. Ogni giorno la tua fede deve confrontarsi con le cose belle e brutte che le si presentano. Io ad esempio, è da una vita che sono credente ma un conto è la fede che avevo a vent’anni, altro conto è la fede che avevo a quarant’anni, altro conto è la fede che ho adesso, a settant’anni. Quando la fede passa per prove dure, rimane segnata, in bene o in male. La fede cambia col passare del tempo.
* Un conto è aver fede quando tutto va bene, altro conto è mantenere la fede quando ti muore un figlio.
* Un conto è avere fede quando sei sano, altro conto è mantenere la fede quando da tanti anni sei su una carrozzina.
* Un conto è avere fede quando vivi in un contesto tutto cristiano, altro conto è aver fede quando vivi in un contesto tutto musulmano.
Ecco perché la fede è una cosa su cui occorre vigilare, pena il suo vacillare. Se hai una seconda casa in montagna ma non ci vai mai, la casa pian piano va in malora. Un fiore se non lo innaffi, muore. Così è la fede. Se la tua fede non è nei tuoi pensieri, se la tua fede non è fra i tuoi amori, se la tua fede non è tra le tue maggiori occupazioni, non lamentarti se poi si smarrisce o diviene irrilevante. La fede non si perde tutta in una volta, ma un pezzo alla volta, silenziosamente .. Da qui l’urgenza di vigilare su di essa. Perché sto insistendo sul tema della fede? Rispondo con una frase di una scrittrice latinoamericana: Tutti abbiamo dentro un’insospettata riserva di forza che ci vien utile quando la vita ci mette alla prova. Ora cos’è questa insospettata riserva di forza se non la fede?!
Chiedo allora: perché prendersi più cura della propria fede non deve divenire il proposito di questa Quaresima? E com’è che si ha a cuore la propria fede? Con la preghiera frequente, accostandosi ai sacramenti, servendo Gesù nei bisognosi. Buona Quaresima allora, e mettiamoci in compagnia di S. Paolo che disse poco prima di morire: Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede (2 Tm. 4,7).






