Omelia di Mercoledì 24 Dicembre 2025 - Messa della notte
All’inizio del secolo scorso moriva lo scrittore russo Anton Čechov. Nei suoi numerosi scritti c’è una frase da cui vorrei partire per questa mia omelia: Nei certificati di nascita è scritto dove e quando un uomo viene al mondo, ma non vi è specificato il motivo e lo scopo. Appena ho saputo di questa frase m’è venuto in mente Gesù, del quale non abbiamo il certificato di nascita, e però sappiamo ciò che più conta e che il profeta Isaia ha sintetizzato così (l’abbiamo sentito nella prima lettura): “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio (Is. 9, 5)”. Queste parole del profeta ci dicono il perché del Natale. Dicendo “un bambino è nato per noi” in fondo ha detto che siamo noi la ragione della venuta di Gesù nel mondo. Gesù non è venuto sul pianeta terra per poter fare una bella passeggiata fra le bellezze della natura e degli esseri umani. No! Gesù è venuto perché teneva troppo al nostro bene, alla nostra felicità, alla nostra salvezza. E’ per questo che è venuto!
* Sapere di Gesù i dettagli della sua nascita non è così importante come sapere ciò per cui è nato, e cioè noi. Sto dicendo queste cose anche perché nella cultura d’oggi si tende a dare valore a ciò che è secondario, a spese di ciò che è essenziale. Un esempio. Qualche mese fa mi trovavo in canonica con un gruppetto di ragazzi. Il tema dell’incontro era l’origine dell’uomo sulla terra. Potete immaginare le domande che vennero fuori: “l’uomo deriva dalla scimmia o da Dio?"
L’evoluzionismo come si concilia con la creazione? E che dire del big bang?” A un certo punto, per non far fumare troppo i cervelli, tentai una conclusione. E dissi: ma è davvero così importante appurare se l’uomo derivi o no da forme preumane? Non è più importante sapere un’altra cosa, e cioè se noi esseri umani siamo nati per caso o siamo stati voluti, se noi esseri umani siamo il semplice esito di un’evoluzione o al contrario siamo il frutto di un disegno d’amore, se noi esseri umani siamo il solo risultato di un rapporto tra un uomo e una donna oppure se siamo esseri che da sempre siamo nella mente e nel cuore di Dio? Questo è quel che conta sapere… e che la festa del Natale ogni anno viene a ricordarci. Il messaggio natalizio è esattamente questo: grazie al Figlio di Dio, pure noi siamo figli di un progetto e non del caso; siamo figli non catapultati sul pianeta terra da chissà dove, ma figli che dall’eternità sono al centro del cuore di Dio.
* Capite allora perché son partito dalla frase di Čechov. Di Gesù non è prioritario sapere quanto da piccolo stette a Betlemme e poi quanto stette a Nazareth, oppure se lasciò la sua casa di Nazareth a 30 anni o a 32, oppure se gli Angeli sulla grotta di Betlemme furono un fatto più simbolico che storico, ecc. Ciò che più conta è sapere ciò che ha detto il profeta: Un bambino è nato per noi, dove questo “per noi” sta ad indicare che tutti noi e tutta l’umanità siamo la ragione per cui Lui è nato a Betlemme.
Conclusione: il Natale fu un evento AMORE, un amore che ha portato il Figlio di Dio a lasciare le sedi celesti per giungere da noi e aiutarci a vivere una vita che ami la vita, una vita che ami sperare, una vita che giunga al dono di sé a Dio e agli altri.
Omelia di Giovedì 25 Dicembre 2025 - Solennità del Natale del Signore
Poche feste sono sentite e desiderate come il Natale. ‘Natale’ è una parola magica, che fa star bene solo a sentirla. Ecco perché ogni giorno dovrebbe essere Natale. Il Natale è un appuntamento tra i più belli perché, nell’immaginario comune è un invito a essere più buoni, più gentili, più sorridenti. E’ difficile essere cattivi a Natale. In alcune famiglie è uno dei pochi momenti nell’anno, in cui ci si dispone con più bontà gli uni verso gli altri. Ha detto uno scrittore: “Guai se non ci fosse il Natale. Dev’esserci almeno un giorno dell’anno a ricordarci che siamo qui per gli altri e non solo per noi stessi.” Fateci caso: a Natale, è Natale anche per chi non crede.
Nel pensare a questa omelia, mi son chiesto: che rapporto c’è tra la nascita di Gesù e la nostra nascita? Meglio, tra la nascita di Gesù e le nostre nascite?.. perché sbaglia chi pensa che nasciamo una volta sola. Per chi vuole vivere, la vita è piena di nascite. In ognuno di noi è Natale ogni volta che nasce qualcosa di bello, o quando facciamo nascere qualcosa di bello.
* Innanzitutto, è durante l’infanzia che nasciamo più volte: è quando i nostri occhi si aprono stupiti a meraviglie mai viste prima, comprese quelle piccole meraviglie di quando da bambini vedemmo per la prima volta l’arcobaleno o scendere i fiocchi di neve. Mi viene in mente una canzone di S. Remo di una ventina d’anni fa “Quando i bambini fanno oh!” di Giuseppe Povia. Quanto mi piacque quella canzone!
* Quando poi si lascia l’infanzia e si cresce e si raggiungono i 25/30 anni, c’è chi si inoltra in esperienze nuove o viaggi in posti lontani. Anche qui c’è come una nuova nascita perché si entra in qualcosa mai vissuto prima.
* Ancora. Nasciamo quando, viene al mondo il primo figlio. Delle mamme in particolare si può dire: quando nasce un bimbo nasce anche una mamma, perché come mamma lei prima non c’era. C’era la donna, ma non la madre. Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo. Si tratta per lei di un nuovo inizio, carico di sogni, apprensioni, gioie e speranze.
* Proseguo. Nasciamo quando ci scopriamo amati e capaci di amare. L’amore scompagina tutto, in senso buono s’intende. Presi dall’innamoramento, non si è più sé stessi, ci sembra di essere divenuti un’altra persona. Quando t’innamori di qualcuno/a, viene scompaginata la classifica delle persone a cui pensi di più. E tutto questo cos’è se non una partenza nuova, un nuovo inizio, una nuova nascita?
* Ancora. Nasciamo a nuova vita a seguito di un lutto, a seguito di un perdono ricevuto, a seguito di una laurea, a seguito di nuove amicizie, a seguito di una fede che torna fiorente, a seguito di una significativa esperienza.
Mi fermo, anche se si… Non mi resta che pregare così. “Gesù insegnaci a nascere. Quando le mie speranze s’attenuano... Quando mi vengono meno le forze... Quando pur essendomi impegnato al massimo, vedo che non ho raccolto nulla... Tu in tutti questi casi, aiutami a rinascere. E fa sì che la tua nascita, il tuo Natale mi aiuti a ripartire e a tornare ad amare la vita."






