Omelia di Domenica 21 Dicembre 2025 - Quarta Domenica di Avvento, Anno A
“Un angelo del Signore gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Il bambino che è in lei viene dallo Spirito Santo... egli salverà il popolo dai peccati.” Di queste parole appena udite nel Vangelo, mi soffermo sul verbo "salverà" (Egli salverà il popolo...). ‘Salvare’ è una delle più importanti qualifiche di Gesù, Lui è venuto per questo. Non a caso il nome Gesù, in ebraico, significa “Dio salva”.
* Ora, le parole “Gesù ci salverà” non le dobbiamo intendere riferite solo alla salvezza eterna, al Paradiso. Gesù è venuto per offrici una salvezza riguardante anche la nostra vita di tutti i giorni, qui sulla terra. E per salvezza terrena intendo il rendere la nostra vita, una vita piena, bella, positiva. Provo a fare qualche esempio di azioni di salvezza che Gesù fin da ora ci offre. Ho in mente due cose.
* Gesù ci salva dal non sapere il perché siamo al mondo. Lui è venuto per dare risposta alla domanda: Che ci sto a fare io sulla terra? Ha detto uno scrittore: “I due giorni più importanti della tua vita sono il giorno in cui nasci e il giorno in cui scopri perché.” Bene, è questo perché che Gesù è venuto a rivelarci. In Seminario, da ragazzo ci veniva detto: “Vi è al mondo una strada, un’unica strada che nessun altro può percorrere salvo te, è quella che Dio ha pensato per te. E sai perché Gesù è venuto? Per aiutarti a individuare questa strada.”
* Gesù ci salva dall’infelicità. E lo fa facendoci capire che la felicità non è legata alle cose ma alle persone. Fateci caso, la felicità in fondo è sempre qualcuno. Gesù non è venuto a dirci che siamo nati per piacere a tutti, ma per essere felici, sì. Al che qualcuno potrebbe obiettare: con tutti i problemi e le prove che la vita riserva, come ci si può mantenere sempre nella gioia? Per rispondere, riprendo una riflessione che facevo domenica ai ritiro spirituale a Bibbiano. Ho utilizzato l’immagine del mare. Ho detto: “Si dice: ‘oggi è scirocco e le onde vanno di qua’, oppure ‘domani è tramontana e le onde andranno di là’, ma i fondali rimangono inalterati.” E’ proprio così: è vero che non possiamo avere il sorriso sulle labbra tutti i giorni (chi non ha giornate NO!?), ma ciò non toglie che i fondali buoni rimangano. E’ come quando certi sposi m’invitano a casa loro: sì, li vedo a volte battibeccarsi, ma m’accorgo bene che i fondali del loro matrimonio si mantengono in un buon stato di salute.
Son solo due esempi, e potrei continuare. Una cosa però dobbiamo sapere: per far sì che Gesù possa aiutarci dobbiamo sentire il bisogno di Lui e coinvolgerlo. Se no siamo come quei malati che dicono che malati non sono e invece malati lo sono. Ecco perché sono d’obbligo alcune domande.
Sento il bisogno di Qualcuno (Gesù) che mi aiuti a vivere meglio la mia vita? Sono consapevole che, per vivere bene la mia vita, io da solo non mi basto, ..io da solo non ce la faccio? Sono consapevole che la mia vita è una roba troppo complicata perché io riesca ad affrontarla da solo?
Gesù, GRAZIE!, perché il Vangelo di questa quarta domenica di Avvento ci ha detto che tu sei venuto come un salvatore. E che la salvezza che tu ci doni non è solo quella del Paradiso ma anche quella legata alla nostra vita terrena, e ha nome felicità, speranza, coraggio e saper accettare la vita anche quando si fa dura.






