Omelia di Domenica 7 Dicembre 2025 - Seconda Domenica di Avvento, Anno A
“Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino.” Così si è aperto il Vangelo di questa seconda domenica d’Avvento. Ho trovato interessante in questa frase il perché occorra convertirsi, dice: perché Dio ti si è fatto vicino. Che significa: quando Dio ti si fa vicino, vieni spinto non a rimanere quel che sei, ma a convertirti, a migliorare, a diventare come Lui ti vuole. Mi soffermo sulla parola vicino.
- Parto da lontano: nelle relazioni, ‘vicinanza’ è una parola importante. Non diciamo a volte: “Mi sei mancato.” Oppure: “Stammi vicino, ti prego.” Oppure: “La tua vicinanza per me è tutto." Oppure, quando porgiamo le condoglianze: “Ti sono vicino”.
- Bene, Giovanni Battista quel giorno voleva dire: se uno come Dio s’avvicina a te, rallegrati!, perché la sua vicinanza può solo avere effetti buoni su di te. E questa vicinanza di Dio s’è attuata con l’arrivo di Gesù nel mondo. Chi è Gesù? E’ Dio che s’è fatto vicino. Se uno chiedesse: in che modo Gesù ci è vicino?, la risposta è: Gesù ci è vicino attraverso la vicinanza dei suoi amici. Come in un cesto di mele, una mela marcia fa marcire le altre, così al contrario, le mele buone, cioè i buoni, contagiano di bontà chi è loro vicino.
- Anche la prima lettura della Messa ci ha parlato di vicinanza. Addirittura dice che Dio riesce a tenere vicini esseri tra loro incompatibili come il lupo e l'agnello, il leone e il bue, la mucca e l’orsa. Ma come può essere una cosa del genere? Il testo lo dice: “un fanciullo li guiderà.” Questo fanciullo è Gesù. Animali così nemici fra loro che stanno insieme, sono un modo allegorico per dire che persone fra loro diversissime, possono giungere, grazie a Gesù, a una buona convivenza.
- Dunque, uno dei messaggi di questo Avvento 2025 è: Dio in Gesù s’è fatto vicino. Il Natale altro non è che la decisione di Dio di lasciare le sedi celesti per farsi vicino a ogni uomo e donna della terra. Genitori, se avete un figlio che secondo voi s’è allontanato da Dio, ditegli che Dio però non s’è allontanato da lui. Sentite questa storiella.
Un giorno, un pellegrino trovò un pezzo di fango molto aromatico, lo prese con sé, se lo portò a casa e vide che il suo profumo riempiva tutte le stanze. Gli domandò: ‘Ma chi sei tu? Una gemma preziosa o qualche nardo mascherato?’ ‘No, rispose, sono soltanto un pezzo di fango!’ ‘Allora come fai ad avere questo meraviglioso profumo?’ ‘Amico, vuoi che ti riveli il segreto? Ho vissuto accanto a una rosa.’
Ecco i miracoli che fa la vicinanza: la vicinanza di una persona positiva rende positivi pure noi. Concludo: l’invito che ci rivolge questa seconda domenica d’Avvento è:
Siate come le rose, parlate mediante il profumo della vostra
vicinanza e della vostra testimonianza. Vedrete: qualche frutto bello spunterà.






