Omelia di Domenica 30 novembre 2025 - Prima Domenica di Avvento, Anno A
Il Vangelo ci ha appena parlato di uno degli atteggiamenti da tenere in questo nuovo tempo liturgico dell’Avvento. E’ un atteggiamento che ricaviamo da queste parole: Nei giorni di Noè che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino al giorno in cui, non accorgendosi di nulla, venne il diluvio che travolse tutti. Ecco la frase che deve farci riflettere: non accorgendosi di nulla, venne il diluvio che travolse tutti. Io colgo in queste parole di Gesù almeno due insegnamenti.
1) Il primo lo chiamo troppo tardi. Il diluvio arrivò ma per tutti fu troppo tardi eccetto che per Noè e la sua arca, scampata alla furia dell’acqua.
Esempi di atteggiamenti troppo tardivi.
- Quante volte ci si decide troppo tardi.
- Quante volte si va dal dottore troppo tardi.
- Quante volte dei giovani smettono di assumere sostanze quando è troppo tardi, perché il loro cervello è stato ormai danneggiato.
- Quante volte ci alziamo tardi da letto e chi ne fa le spese è la preghiera del mattino o la Messa domenicale.
Vedete, fare gli auguri di buon compleanno due giorni dopo, si può fare, ma nella vita non è così: o certi treni li prendi quando passano, diversamente non è detto che ripassino. Nella vita non ci sono i tempi supplementari come nello sport.
Ed eccomi a una domanda che mi preme: anche con Dio può essere troppo tardi? Risposta: sì e no. E’ sì quando alla fine della vita saremo davanti al tribunale di Dio. E’ no durante lo scorrere della vita, in quanto non è mai troppo tardi per ritornare a Dio, per fare le cose a Lui gradite, come pregare, amare, perdonare, andare a Messa, compiere il proprio dovere, ecc.
2) E vengo al secondo insegnamento. Risentiamo la frase di Gesù dice: “mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti.” Le parole che c’interessano sono: “e non si accorsero di nulla.” E cioè, la gente dei tempi di Noè non faceva nulla di male, ma impiegava il suo tempo in una spensieratezza colpevole. Ciò che vuol dirci Gesù è: non siate distratti, siate capaci di accorgervi di ciò che sfila davanti a voi, ed è importante. Non vi devono sfuggire quelle occasioni, opportunità, inviti, proposte, contenenti l’appello di Dio. Non dimentichiamolo: la voce di Dio non è mai in filo diretto da Lui a noi, ma è sempre dentro la voce di qualcuno, i suoi appelli son sempre dentro fatti e situazioni che accadono. Lo ripeto: Dio, solitamente, non agisce direttamente, ma per interposta persona. La voce dei bisognosi, la voce del Papa, la voce di chi vuole il nostro bene sono la modalità con cui Lui si serve per parlarci. In breve, Il Vangelo di oggi ci dice: prestate bene attenzione a questa modalità con cui Dio vuole parlarvi.
“Gesù perdona le nostre disattenzioni e non stancarti
di essere per noi quella luce di cui abbiamo tanto bisogno.”






