Omelia di Domenica 26 ottobre 2025 - XXX Domenica del Tempo Ordinario, Anno C
Il Vangelo di questa domenica ha per protagonisti due uomini in preghiera e la cosa interessante è che dal loro modo di pregare emerge il tipo di persone che sono. Verrebbe da dire: Dimmi come preghi e ti dirò chi sei. Mi soffermo sulla preghiera del fariseo. Dice il testo: Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come quel pubblicano... Notate le parole: Io non sono come gli altri, ladri, adulteri…
- Che triste! Il mondo gli appariva un covo di ladri, di corrotti, di sessuofobi e di imbroglioni. E lui chiaramente con questo mondo schifoso non c’entrava un bel niente. Qui sta una prima stortura della sua preghiera: pregava disprezzando, quando non esiste che si “preghi contro, si prega per.” Non si può lodare Dio demonizzando le persone. Non si può durante la preghiera umiliare gli altri: chi fa così, tornerà a casa, come il fariseo, con un peccato in più. Chiediamoci: quando prego che sentimenti provo? Anche quando prego per il peggior tiranno, non posso odiarlo mentre prego per lui, bensì volere la sua conversione. Quando decido di pregare per chi mi ha fatto del male, il mio dev’essere un pregare a suo favore, nel senso di desiderare il suo ravvedimento. Insomma, la preghiera deve scaturire da un cuore pulito. Pregare mossi da rancore è rovinare il proprio pregare. O la preghiera ama o preghiera non è. Insomma, attenti a non pregare in modo sbagliato: ecco cosa ci dice il Vangelo di oggi. Se domenica scorsa, il Vangelo, attraverso il racconto del giudice e della vedova, ci diceva che la preghiera dev’essere insistente, la domenica odierna ci ricorda che la preghiera o è mossa da amore e da umiltà, o preghiera non è. Ad esempio è una contraddizione manifestare per la pace odiando qualcuno. Come fai a gridare PACE! PACE! con dell’odio in cuore? Diceva Papa Paolo VI: “Non si può amare con le armi in pugno." Così s’è aperto il Vangelo di questa domenica: “Gesù disse una parabola per alcuni che disprezzavano gli altri.” Pregare e disprezzare son due cose che non van d’accordo. Non basta che tu dica: io ho pregato, il Vangelo ti obietterebbe: d’accordo, hai pregato, bravo! Ma come hai pregato? Pregare è come si prega, come amare è come si ama, come insegnare è come s’insegna, come allenare è come si allena, come essere genitori è come si è genitori, ecc… Il modo con cui facciamo le cose, conta molto. C’è ad esempio chi parla di amore senza amore o di gioia senza gioia o di umiltà senza umiltà. Lo stile importa quanto il messaggio.
Signore, il Vangelo di questa domenica non solo ci sollecita a pregare ma a verificare che la nostra sia una preghiera umile, giusta, amorevole. Signore, ogni volta che ci vedi pregare, affiancati a noi e imposta tu al meglio il nostro cuore.






