Omelia di Domenica 7 settembre 2025 - XXII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C
“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.” Sono parole di Gesù molto forti appena udite dal vangelo: di tratta di parole che vanno capite bene, perché potrebbe sembrare che Gesù declassi la famiglia, ma non è così. Gesù in realtà vuole dire: “Una cosa tra le più belle è la vita familiare. Ogni famiglia però, come ogni cosa buona, non va avanti da sé, automaticamente, ma ha bisogno di un accompagnamento che la tenga motivata, purificata e resistente a tutti gli urti della vita. Il nome di questo accompagnatore è Gesù.” Ecco perché Gesù viene prima della famiglia. A mettere Lui al primo posto, tutto si mette in ordine. Sono stato in montagna coi ragazzi. Nelle passeggiate, si mette sempre come primo della comitiva uno che conosca bene il sentiero. Così è con Gesù: a metterlo capofila, tutto il seguito procede al sicuro.
Quindi, nessuna sottovalutazione del “valore-famiglia”. Gesù conosceva e conosce bene il valore della famiglia, un valore che descrivo così: nessuno ama essere figlio di nessuno, tutti abbiamo bisogno di una paternità e di una maternità, tutti abbiamo bisogno di un amore fecondo, tutti abbiamo bisogno del calore di un’appartenenza. Un prete molto anziano, don Pino Pellegrino, un salesiano di 96 anni, ancora però molto lucido ha detto: “Non siamo pietre, perché non ci basta esistere. Non siamo piante, perché non ci basta respirare. Non siamo bestie, perché non ci basta mangiare e accoppiarci. Siamo persone, e in quanto persone abbiamo bisogno di ben di più: abbiam bisogno di qualcuno che ci guardi, di qualcuno a cui importi di noi, di qualcuno da amare e che ci ami.” Parole davvero belle queste di don Pino. Fanno capire quanto è necessaria e vitale la famiglia. Tutti abbiamo bisogno di due cuori: quello che è in noi e quello che è dentro il calore di una famiglia.
Quindi, Gesù in questa prima domenica di settembre vuol dirci: come le radici stanno all’albero, come la sorgente sta al fiume, così Gesù sta alla famiglia: Egli è come una sorgente di acqua buona, fresca e abbondante che dà ristoro, refrigerio, qualità. Una scena familiare che quand’ero bambino non c’era ma oggi è quasi quotidiana, è quella del cellulare collegato alla presa elettrica. Bè, così è il Vangelo di questa domenica: Gesù è la presa che tiene regolarmente in carica la vita delle nostre famiglie.
Visto che domani, 8 settembre, è un’importante festa della Madonna, voglio concludere così: “Maria, aiuta le famiglie della nostra Unità Pastorale a non smettere mai di abbeverarsi a quell’acqua sorgiva, buona e abbondante che solo il tuo Figlio ha e solo Lui può dare.”






