Omelia di Domenica 24 agosto 2025 - XXI Domenica del Tempo Ordinario, Anno C
Gesù nel Vangelo ci ha parlato di una porta stretta, davanti alla quale c’è una folla che si accalca e preme per entrare, e però tanta di questa gente non riesce ad entrare perché la porta è stretta. Ecco le parole di Gesù: Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. La porta è stretta, perché? Noi pensiamo che “porta stretta” faccia riferimento ai sacrifici e alle fatiche, che sono necessari nella vita. Invece no, in questo caso “porta stretta” significa piccola, a misura di bambino, e quindi solo chi è piccolo riesce ad attraversarla; solo abbassandosi la si attraversa.
Gesù in altra occasione usò parole simili: se non sarete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli. Ecco allora il punto: la porta è piccola per i piccoli, una porta piccola richiede persone piccole che l’attraversino. Se io voglio attraversarla devo farmi piccolo. Fuori metafora, questa ‘porta stretta’ è l’umiltà. Il messaggio che ci consegna questa quarta domenica di agosto è: vuoi vivere nel gradimento di Dio? Equipaggiati di umiltà, spogliati dell’orgoglio. Le due colonne della vita cristiana sono l’umiltà e la carità.
Non rifletteremo mai troppo sul binomio ‘orgoglio-umiltà’.
> L’umiltà ha diversi volti, uno è questo: sapere di aver sempre bisogno di imparare. E da tutti si impara: da un bambino, da un’anziana, da un contadino, da un non credente. La cosa peggiore che ci possa capitare è dire: lo so già! Quando si è bambini si sa di non sapere tutto e ci si fida dei grandi. Ma il problema sta nel divenire grandi: solo pochi rimangono umili. Soprattutto se si diventa un’autorità o qualcuno, si rischia di diventare pieni di sé e si perde l’umiltà. Anche nella storia di ogni fidanzamento e matrimonio è così. All’inizio tutti e due si è cauti, fin timidi, si ha paura di fare qualche passo falso. Poi, passando il tempo, le cose cambiano e si diviene più sicuri dì sé, più sciolti e a volte fin un pò prepotenti. Ripeto quindi, il punto non è partire umili ma rimanere umili. Un cantante tra i miei preferiti, F. De André, dice in una canzone: “Voi non potete fermare il vento, gli fareste solo perdere tempo”. Quanto son vere queste parole! C’è forse qualcuno che riesce a fermare il vento? Ecco l’umiltà: sapere di non riuscire a fermare il vento. Che vuol dire: nella vita non si riesce a fare tutto, nessuno è capace di tutto, nessuno riesce ad avere tutto, nessuno riesce ad essere dappertutto. E allora il consiglio di Gesù è: “Fa il meglio che puoi, nel posto in cui sei, con quello che hai... e io sono con te.” Questa è l’umiltà.






