Omelia di Venerdì 15 agosto 2025 - Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria
Oggi è la festa della donna più importante della storia, Maria di Nazareth. Maria non è un essere divino, è una creatura ma è la più mirabile delle creature. Donna tra le donne, mamma tra le mamme, accudì come ogni madre il suo bimbo Gesù, lo nutrì al suo seno, lo allevò con la cura e l’affetto che sono propri di tutte le madri. Anche lei un giorno lo vide, trentenne, partire da casa, provando lo stesso struggimento delle madri quando vedono i figli abbandonare il nido familiare e andarsene per il loro destino. E come le madri più sagge, anche lei, silenziosa e discreta, lo seguì col suo pensiero quotidiano, restando nell’ombra e in disparte, per ritornargli accanto nell’ora della sofferenza e della morte. Se dunque un essere umano, pur speciale come Maria, ha raggiunto il traguardo della gioia eterna (è proprio oggi che ricordiamo il suo ingresso nel Cielo), vuol dire che quello stesso traguardo celeste è raggiungibile anche da noi. Maria è stata come un’apripista ed è là ad attenderci.
> Attenzione, però: dire che Maria è stata assunta in cielo, non significa che lei ora è confinata in una regione inaccessibile, senza possibilità di comunicare con noi. Maria non si è allontanata da noi. Lei è vicina a noi più che mai: conosce le nostre pene più intime e le nostre più segrete aspirazioni. Quando tu puoi dire tutto a qualcuno, non esiste intimità più profonda: ecco come dovrebbe essere il rapporto “Maria - noi”.
> Apro una parentesi. Sappiamo dal quarto Vangelo che Maria visse l’ultima parte della sua vita in casa con l’apostolo Giovanni. Vissero sotto lo stesso tetto. Pregavano insieme tutti i giorni, conversavano, consumavano i pasti insieme, Giovanni indossava i vestiti lavati e piegati da Maria. Partiva da casa la mattina salutando Maria: Giovanni faceva il pescatore, era questo il lavoro che lo aspettava ogni giorno. Ma c’è di più: quanti aneddoti su Gesù ragazzo, Maria deve avergli raccontato. Se il Vangelo non dice quasi niente sull’adolescenza di Gesù, Maria al contrario sapeva tutto: lo ebbe in casa fin a 30 anni! E così possiamo legittimamente immaginare che Gesù, quando aveva 13 anni, andasse a giocare coi suoi amici e rientrasse in casa sudato e impolverato. Come tutti gli adolescenti. Dava poi una mano a Giuseppe in falegnameria. Ma c’è di più: Giovanni era un apostolo, celebrava la Messa - in casa o in case vicine (allora non c’erano le chiese) - e Maria c’era. Quanto darei per esserci stato io, prete, al posto dell’apostolo Giovanni a celebrare la Messa, presente Maria! Preghiamo così allora.
Maria, come con l’apostolo Giovanni, non perdere d’occhio nessuno di noi. E quando ci vedi un po' giù di morale, mettiti al nostro fianco e sta con noi più che puoi.
Omelia di Domenica 17 agosto 2025 - XX Domenica del Tempo Ordinario, Anno C
Il Vangelo di questa domenica presenta delle parole di Gesù dure, che sulla sua bocca non ci saremmo mai aspettati. Son parole che ruotano attorno a tre immagini: il fuoco, il battesimo e la divisione. Mi soffermo su quest’ultima, la divisione. Ecco le sue parole: Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, in una famiglia si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre. Vediamo di capire il perché di queste parole.
- Ai tempi di Gesù, ma è così tutti i tempi, anche oggi, in tante case, in tante amicizie, in tante comunità c’è una pace apparente, un’armonia finta. E allora bisogna interrompere queste false tranquillità. Il termine dividere che Gesù usa, indica la sua volontà di porre fine a queste false armonie. Non sto dicendo che nelle nostre case ci siano solo guerre, no!, ma che in tante case, più che una pace vera ci sia solo una tregua, sì. Pace non è starsene in pace. Il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace. Pace non è mai stata una parola pacifica. Faccio qualche esempio.
- Quando un genitore ha in casa un figlio adolescente con cui ha un rapporto difficile e per non rompere questo fragile filo che li lega, usa sempre con lui parole molto dosate, possiamo dire che in quella casa regna una pace vera?
- Quando nelle nostre famiglie ci sono silenzi pesanti o ci si limita a dirsi l’indispensabile, possiamo dire che in questa casa regna la pace?
- E quando una casa è il luogo di violenze di uomini sulle loro donne, possiamo dire che in queste famiglie regna la pace?
Comprendiamo allora perché Gesù dice: Pensate che io sia venuto a portare questo genere di pace? La pace di cui Gesù è portatore non è assolutamente una pace ipocrita. Ovunque ci sono persone insieme, c’è il rischio di armonie apparenti, di intese sospette, di trame che agiscono dietro le quinte.
- Voglio riferirvi un episodio che ho vissuto in prima persona l’anno scorso in una famiglia in cui ero invitato a pranzo. Ci mettemmo a tavole, e il nostro parlare scivolò su un tema di triste attualità: la guerra tra Russia e Ucraina e tra palestinesi e Israele. A un tratto, il figlio chiede: “Papà, come comincia una guerra?” E il papà: “Vedi, le cose più o meno vanno così. Se ad esempio tra Francia e Italia scoppiasse un grosso dissenso sui rispettivi confini…" A quel punto la mamma lo interrompe: “Ma per favore, fa degli esempi più realistici. Secondo te, tra noi e la Francia scoppia una guerra?” E lui: “Ma era solo un esempio!” – “Non è vero”, ribatte lei, "devi fare gli esempi giusti, perché con esempi sbagliati, passano idee sbagliate.” Di nuovo il marito: “Ma te l’ho detto, era solo un esempio. Lasciami andare avanti per favore.” Lei allora dice al figlio: “Ma non dar retta a tuo padre.” A quel punto interviene il figlio: “Grazie, ho avuta la risposta alla mia domanda. Ho capito perfettamente come nascono le guerre.”
Ora, proprio perché le cose stanno così, il Vangelo di questa domenica viene a dirci: E’ a vostra disposizione la pace che vi offre Gesù, una pace dal marchio buono. E le parole “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, vi dico”, le possiamo rendere così: “Pensate che io sia venuto a portare la pace vera sulla terra? Sì, vi dico.”






