Omelia di Domenica 27 luglio 2025 - XVII Domenica del Tempo Ordinario, Anno C
Il Vangelo di questa quarta domenica di luglio c’intrattiene sul tema della preghiera. E lo fa raccontandoci la storia di tre amici, che inizia così: Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli... Bè, io dico: se una parabola di Gesù sulla preghiera ha per protagonisti tre amici, non si scappa: per Gesù la preghiera è una forma di amicizia. E dato che nella simbologia della parabola, uno di questi tre amici è Dio, l’insegnamento mi pare chiaro: la preghiera è un’esperienza di amicizia tra noi e Dio, a cui siamo rivolti. Pregare è avere un amico, pregare è come voler bene. Il linguaggio della preghiera è quello dell’amicizia. Si prega nella misura in cui si ama.
Se ami, preghi e se preghi è perché ami. Dico così, perché se c’è qualcuno a cui vuoi un sacco di bene, come fai a non affidarlo alla persona più sicura e più affidabile in assoluto, Dio? Se è vero che l’amore ha bisogno di gesti, uno di questi gesti - e che gesto! - è la preghiera. Gesù dunque, col Vangelo di questa domenica, si offre di aiutarci a vivere la preghiera come un’esperienza di amicizia con Lui. E nel pregare cosa avviene? Che mandi a colui per cui preghi un po' della tua forza.
> E allora, la domanda che vi lascio è questa: quando prego, si muove solo la bocca o anche il cuore? Quando mi appresto a pregare, davanti a me ho un Dio che incute soggezione o un Dio Papà, un Dio che mi ama più dell’amore che io voglio a me stesso? Sappiatelo: il nostro modo di pregare dice l’idea di Dio che abbiamo, giusta o sbagliata. Il Vangelo di questa domenica viene a dirci che ciò che misura la qualità della preghiera è l’amicizia. Se nella nostra parabola, tre sono i pani e tre sono gli amici, pure nella preghiera son tre i soggetti in azione: io, Dio e l’amicizia che intercorre tra me e Dio.
Portiamoci a casa sta mattina le parole iniziali della nostra parabola: se qualcuno ha un amico. Se quest’amico è Dio, se a Lui tieni, se a Lui vuoi bene, se Lui è con te ogni giorno... hai le basi della preghiera: non devi far altro che dare voce a questo affetto e onore che provi per Lui. Ho un consiglio: nella preghiera, non renderti schiavo di un unico modo di pregare. Puoi pregare col rosario, puoi pregare con formule di preghiera che trovi in un libretto che ti è stato regalato, puoi pregare con parole tue, spontaneamente, puoi pregare stando in silenzio, puoi pregare piangendo, puoi fin pregare protestando con Dio.
Concludo lasciandovi una frase di don Oreste Benzi: “Per stare in piedi bisogna stare in ginocchio.”






