Il Presepe che attende il visitatore è ambientato in un tipico paesaggio di montagna. E’ ricco di dettagli e di particolari che permettono al visitatore di rallentare per far si che la sua visita non diventi solo un semplice e veloce passaggio ma un vero incontro.
Nel loro cammino abbiamo immaginato che Maria e Giuseppe abbiano trovato posto tra mura di una vecchia stalla di un piccolo paese nascosto tra le valli, sovrastato da alte vette. Abbiamo immaginato che la famiglia di Nazareth sia entrata in paese tra l’indifferenza degli abitanti impegnati nelle loro faccende e routine quotidiane. I ritmi della giornata scanditi dai gesti e dai lavori di un tempo: i contadini impegnati nei campi nel potare la vigna e zappare la terra. I falegnami abili nel tagliare la legna. Gesti lenti ma che scandiscono il susseguirsi del giorno e della notte.
In paese non manca instabile il fornaio e i più attenti noteranno i ragazzi che trasportano i sacchi di farina tra le vie del paese sullo sfondo.
Ai margini incontriamo i pastori che accompagnano le pecore al pascolo, sia a valle che in altura. I rumori di questa vita riempiono le giornate, a volte interrotte da un temporale, tipico tra i monti.
Ma tutto si riposa durante la notte e solo lo scorrere del fiume, che nasce sulle alte montagne e si butta nel grande lago, rimane ad accompagnarci.
Tutto si fa scuro, il buio ci avvolge e perdiamo i tanti riferimenti che avevamo durante il giorno, ma l’Angelo appare e ci annuncia la grande gioia! In una stalla, di questo paese e nato un bambino. Ci spiega che d’ora in avanti le giornate non saranno più come prima e ci esorta a fargli visita.
Come i pastori ci mettiamo in cammino e arriviamo alla grande stalla dove finalmente ci possiamo fermare e contemplare il grande Dettaglio di questa notte magica! Fissiamo lo sguardo sul piccolo Bambino e lasciamoci toccare e trasformare dalla sua logica d’amore!
Buon Presepe!







